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Nell'ambito delle procedure di qualificazione biologica di tutte le donazioni effettuate sono stati identificati 5 donatori positivi

Zanzare a Torino: West Nile Virus sotto controllo

di ilTorinese pubblicato sabato 25 agosto 2018

A Torino e in Piemonte la situazione del West Nile Virus trasmesso dalle zanzare è sotto controllo. La confortante notizia su un problema che preoccupa in altre regioni arriva dall’ assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta; “Dall’inizio dell’estate, anche quest’anno abbiamo intensificato le misure previste dal piano di sorveglianza e controllo della Regione Piemonte per contrastare la diffusione delle malattie trasmesse da zanzare. Da sabato 11 agosto queste misure, in particolare il test di biologia molecolare Wnv-Nat su tutti i donatori al momento della donazione, sono estese in via precauzionale a tutte le province. Nell’ambito delle procedure di qualificazione biologica di tutte le donazioni effettuate sono stati identificati 5 donatori positivi, perciò sospesi dalle donazioni). A oggi i dati rilevati dal Seremi riportano 5 casi di forme neuroinvasive e 2 febbri da Wnv, di cui una contratta fuori regione”. Dunque la Regione Piemonte rassicura sul fatto che la situazione attuale non desta allarme: per la sorveglianza dei casi, la sicurezza trasfusionale e la lotta al vettore si stanno attuando scrupolosamente le misure indicate dai protocolli nazionali ed europei”. L’organizzazione, molto articolata, – spiega una nota della regione –  prevede il coordinamento dell’Assessorato alla Sanità e il coinvolgimento dei Servizi di Igiene e Veterinari delle Asl, della struttura regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali, del Seremi, dell’Ipla e, per la parte diagnostica, del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino e dell’Istituto zooprofilattivo. Le attività di controllo programmate includono la diagnosi e la segnalazione tempestive dei casi di malattia, la valutazione del rischio per ogni episodio segnalato, il monitoraggio entomologico nelle aree dove ha soggiornato il malato, l’eventuale trattamento di disinfestazione oltre che l’informazione agli abitanti sulle misure da adottare per limitare le punture e la diffusione delle zanzare.

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COSA C’E’ DA SAPERE

Si ricorda che i serbatoi di WNV sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Chi è infettato nella maggior parte dei casi non mostra alcun sintomo. Tra coloro che manifestano i sintomi circa il 20% presenta segni leggeri (febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, rash cutaneo). In media solo in 1 caso ogni 150 persone infette, in particolare negli anziani e nelle persone debilitate, possono comparire sintomi neurologici anche gravi. L’infezione non si trasmette da persona a persona. Una zanzara che punge un malato non può trasmettere l’infezione a un’altra persona pungendola. Per quanto riguarda il rischio legato alle trasfusioni, al trapianto d’organo, ai tessuti e alle cellule sono previste procedure specifiche dettate dai protocolli nazionali e dal Piano regionale che scattano tempestivamente alla prima segnalazione di circolazione virale (anche in zanzare o animali). Da fine giugno è stato diffuso materiale informativo disponibile negli ambulatori delle Asl e degli Ospedali e negli studi dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta ed è disponibile anche sui siti internet delle azienda sanitarie ed ospedaliere del Seremi). È fondamentale che i cittadini adottino alcuni semplici comportamenti per proteggersi dalle punture e contrastare la diffusione dei vettori: proteggersi con repellenti efficaci, cercare di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre, evitare accumuli d’acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi di fiori, dove le zanzare depongono le uova e proliferano.

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