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Si chiude ancora più tragicamente il 2017 per gli yemeniti che sopravvivono in un Paese che sta lentamente morendo nell'indifferenza del mondo

Yemen tra colera e bombe italiane

di ilTorinese pubblicato domenica 31 dicembre 2017

FOCUS INTERNAZIONALE  di Filippo Re

Ricorderemo la tragedia dello Yemen non solo per la guerra in corso da quasi tre anni con oltre 10.000 morti e milioni di sfollati ma anche per l’epidemia di colera e le bombe italiane che distruggono e uccidono. Si chiude ancora più tragicamente il 2017 per gli yemeniti che sopravvivono in un Paese che sta lentamente morendo nell’indifferenza del mondo. E non c’è solo la morte che arriva dai raid aerei sauditi contro i ribelli sciiti Houthi filo-iraniani. C’è anche un’altra morte che colpisce in forma violenta e contagiosa, nel silenzio totale, come denunciato dal Papa nel suo messaggio natalizio. Si muore di colera. L’ennesimo grido di allarme è stato lanciato dalla Croce Rossa Internazionale: il numero di casi di colera ha raggiunto un milione di persone. Secondo i dati delle Nazioni Unite, più di 2.200 persone sono già morte a causa di questa malattia e il colera si sarebbe diffuso nel 90% dei distretti del Paese. A quasi tre anni dall’inizio del conflitto in Yemen, più dell’80% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile, cibo e cure mediche e il conflitto sta colpendo in particolare i bambini nel disinteresse generale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia la comunità internazionale facendo sapere che oltre 11 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Il Pam (Programma alimentare mondiale dell’Onu) ha rivelato che su una popolazione di 26 milioni di persone, almeno 17 milioni di yemeniti non sanno se oggi potranno mangiare e almeno 7 milioni di persone dipendono totalmente dall’assistenza alimentare fornita dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni umanitarie. Secondo l’Unicef, oltre 3 milioni di persone, la metà delle quali bambini, sono a rischio crisi idrica per la mancanza di carburante. Il prezzo del carburante diesel è raddoppiato nel giro di un mese, compromettendo la distribuzione di acqua, in particolare modo per le famiglie più povere. Le stazioni per il pompaggio dell’acqua, che riforniscono oltre 3 milioni di persone attraverso i sistemi pubblici in 14 città, stanno rimanendo senza carburante. Il Pam segnala anche che il numero dei Paesi impegnati ad aiutare lo Yemen si sta riducendo. Quasi l’80 percento dei finanziamenti destinati allo Yemen è stato fornito quest’anno dagli Stati Uniti, dalla Germania, dall’Unione Europea e dal Regno Unito. La situazione generale continua però ad essere disperata e il protrarsi del conflitto non fa altro che aggiungere disastri, lutti e sofferenze. Nella guerra yemenita piovono dal cielo anche bombe di fabbricazione italiana vendute ai sauditi che le sganciano regolarmente sugli insorti armati da Teheran. Si tratta di bombe fabbricate in Sardegna, nel Sulcis, che hanno provocato vittime anche tra i civili. La denuncia arriva dal New York Times che in prima pagina pubblica un video intitolato “il percorso del commercio delle armi” che stanno insanguinando lo Yemen. Il quotidiano newyorkese riconosce che l’Italia è solo uno dei tanti Paesi che inviano armi all’Arabia Saudita.

 

 

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