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LETTERA APERTA

Vignale (FI): “Basta alla mala-assistenza”

di ilTorinese pubblicato domenica 21 febbraio 2016

vignale“E’ GIUNTA L’ORA DI DIRE BASTA ALLA MALAASSISTENZA E MALAPSICHIATRIA. CHI È RESPONSABILE A TUTTI I LIVELLI PAGHI DURAMENTE”

Riceviamo e pubblichiamo

L’orribile brutalità emersa nella struttura psichiatrica di Borgo d’Ale e i recenti episodi di cronaca stanno riportando alla ribalta, a livello regionale e nazionale, episodi gravissimi inerenti maltrattamenti e violenze subite da minori, anziani, disabili intellettivi e pazienti psichiatrici.

Le persone ospitate nelle strutture sono i “nostri cari”, i nostri vicini di casa, i nostri ex insegnanti delle elementari, bambini….. tutti uniti dal pericolo di finire in una “zona grigia” dove le regole della civile convivenza non valgono più.  Ovviamente sappiamo che la cura di “persone fragili” o emotivamente instabili comporta una capacità di gestire tensioni a livello relazionale che altri settori del mondo del lavoro non contemplano….  Però qui parliamo di sanità, di salute, di “vocazione all’accudimento dell’altro”.

Qui parliamo di rispetto degli elementi base della convivenza, parliamo di “professionalità” e capacità organizzativa nel monitorare, programmare, assistere e sostenere. Oggi con una profonda amarezza, ma purtroppo non con grande stupore, dobbiamo constatare che il sistema di accreditamento e controllo della Regione -che dovrebbe garantire qualità di servizio- ha fallito.

Tutto ciò comporta alcune riflessioni e alcuni quesiti:

a) un conto è un caso isolato,  un singolo operatore in una struttura, che non riesce a gestire la tensione e la propria aggressività, un altro conto è la nascita di veri e propri sistemi organizzativi fondati sulla violenza come strumento di contenimento e sulla complicità a livello di reparto e di azienda…tutto ciò evoca brutti ricordi di un passato recente.

b) la commissione di vigilanza competente per territorio cosa verifica? Dove sono i verbali? come monitora la qualità? Può effettuando verifiche semestrali non essersi accorta di nulla?

c) la direzione sanitaria della struttura cosa certifica? E’ possibile avere interi reparti composti da personale in burn out (nella migliore delle ipotesi) o con una indole sadica?

d) i dipartimenti o le UMVD invianti perché inseriscono in strutture come queste?

e) è normale, lecito, eticamente corretto che un cittadino malato, che contribuisce spesso alla retta della struttura con i risparmi di una vita, venga inserito in una struttura senza diritto alla scelta del luogo di cura e lì subisca violenza quotidiana ?

f) perché le associazioni dei famigliari continuano ad essere escluse dai tavoli di programmazione, monitoraggio e vigilanza su un settore delicato come questo? I nuovi requisiti per l’accreditamento devono prevedere un indispensabile coinvolgimento di queste realtà.

Quando nel 2009 denunciai a REPORT che eravamo tornati all’esistenza di strutture micro-manicomiali venni attaccato perché minavo la credibilità della psichiatria piemontese e  fui addirittura denunciato all’ Autority della privacy dall’allora assessore regionale della Sanità.

Può funzionare un sistema totalmente autoreferenziale in cui lo stesso soggetto (Il dipartimento di salute mentale) invia il paziente presso la struttura, ne garantisce il pagamento della retta e la verifica della qualità dei servizi?

Se, come da tempo chiediamo, i pazienti potessero scegliere il luogo di cura e le associazioni di familiari e pazienti fossero istituzionalmente autorizzate a svolgere verifiche,  situazioni come quelle di Borgo d’Ale non si sarebbero verificate.

È pensabile che la vergogna di Borgo d’Ale sia stata scoperta solo grazie ad una denuncia di un familiare e non per i controlli della proprietà, certamente responsabile se non altro per assoluta mancanza di verifiche sui propri operatori, o dell’ASL?

Purtroppo il caso di Borgo d’Ale può essere unico per brutalità e bestialità degli operatori, ma non certo il solo in cui le persone ospitate sono più una retta da intascare che non i nostri cari da accudire. Nelle visite che ho fatto in RSA, strutture per anziani a volte addirittura abusive abusive, gruppi appartamento ho trovato situazioni in cui la dignità delle persone è stata cancellata.
È ora di dire basta. Immediatamente e senza trovare altre giustificazioni.

Gian Luca Vignale

Consigliere regionale FI