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PATRIMONIO ARCHEOLOGICO

Valle di Susa, Tesori di Arte e Cultura Alpina

di ilTorinese pubblicato mercoledì 1 ottobre 2014

ABBAZIA NOVALESAIl secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 15 ottobre, e sarà rivolto alle scuole ed agli allievi residenti in Valle, nell’ottica di contribuire ad una maggiore consapevolezza degli abitanti circa l’enorme patrimonio culturale e storico del loro territorio. Quindici sono i siti inclusi nell’elenco

 

Una Valle con una storia tutta da scoprire: il piano di valorizzazione “Valle di Susa, Tesori di Arte e Cultura Alpina”, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie, ha patrocinato la V Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa: l’edizione 2014 ha previsto un doppio appuntamento, il primo dei quali si è tenuto domenica 21 settembre scorso, riscuotendo notevole interesse e partecipazione. Il programma della prima giornata prevedeva visite aperte al pubblico, gratuite e guidate, a diversi siti archeologici alpini, uniti da un fil rouge costituito dal tema di quest’anno, “I confini di una Valle Alpina”. Il ruolo della Valsusa come secolare terra di confine ma allo stesso tempo di comunicazione, spartiacque e cerniera  fra i territori al di là e al di qua delle nostre montagne, ha fatto da sfondo alle iniziative organizzate dai singoli comuni nell’ambito della manifestazione.

 

Il secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 15 ottobre, e sarà rivolto alle scuole ed agli allievi residenti in Valle, nell’ottica di contribuire ad una maggiore consapevolezza degli abitanti circa l’enorme patrimonio culturale e storico del loro territorio. Quindici sono i siti inclusi nell’elenco:  alcuni più noti come l’Abbazia di Novalesa, l’Area archeologica romana di Susa ed Castello e borgo medioevale di Avigliana , altri meno conosciuti. Uno di questi è la Casa delle Lapidi di Bousson, frazione di Cesana Torinese, sicuramente uno dei posti più misteriosi dell’intera Valle. L’enigmatico edificio ha suscitato negli anni l’interesse di studiosi e storici, che però non hanno saputo risalire a notizie certe in merito alla sua costruzione. La casa, acquisita dal Comune di Cesana nel 2001, è ridotta attualmente allo stato di rudere e conserva sul suo lato ovest un muro ricoperto da quattordici lapidi: chi le ha incastonate e perché?

 

Nessuno lo sa con certezza; su di esse sono incise frasi in linguaggio francese colto che può essere datato tra il XVII ed il XVIII secolo –l’area dell’alta Valle di Susa è appartenuta al regno di Francia sino al 1713- riportanti inni alla penitenza e all’ascesi. Si pensa che queste scritte a carattere religioso siano ascrivibili al periodo delle lotte contro i Valdesi e gli Ugonotti, guerre di religione che lasciarono un segno indelebile sul territorio alpino. Recenti studi hanno evidenziato una possibile connessione delle iscrizioni di Bousson alla corrente del Giansenismo, movimento del Cattolicesimo Romano Riformato che fu accomunato al Protestantesimo, e quindi condannato.
Per ulteriori informazioni, sia sulla manifestazione che sulla Casa delle Lapidi, consultate il sito http www.vallesusa-tesori.it

 

Federica De Benedictis