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OSPITIAMO L'INTERVENTO DEL CONSIGLIERE DELEGATO AL TURISMO

Valcerrina chiama Torino, Torino risponde

di ilTorinese pubblicato lunedì 30 maggio 2016

Caro Direttore,  la Valcerrina, con i Comuni che le appartengono geograficamente, rappresenta una particolarità. Posta per la maggior parte in Provincia di Alessandria, si incunea tra la Provincia di Asti e i primi centri della Città Metropolitana di Torino, da un lato, confinando, dall’altra parte del Po per un ampio tratto con la Provincia di Vercelli. E, in ogni caso, una parte dei suoi centri appartiene – a partire da Brozolo e Verrua Savoia – alla Città Metropolitana, pur avendo alcuni centri un legame con Casale Monferrato perché appartengono da secoli alla Diocesi di Sant’Evasio.

VALCERRINA1

Questa particolare posizione geografica costituisce da sempre un elemento di potenzialità e di debolezza, come in tutte le terre di confine data la lontananza dal capoluogo Alessandria, ma anche le non brevi distanze da tutti gli altri centri – Casale, come centro zona, Asti, Vercelli, Chivasso e di conseguenza Torino. Fatta questa indispensabile premessa, va ricordato che – sotto l’aspetto dello ambientale, culturale, paesaggistico, turistico, il suo territorio si trova “stretto” tra due aree inserite nella Lista dei beni Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, la Collina Torinese e il Monferrato (insieme a Langhe-Roero), anzi nel suo ambito vi è un terzo bene Unesco, il Sacro Monte di Crea, che fa parte dei Sacri Monti e percorsi devozionali piemontesi e lombardi.

In questo contesto, dunque, la Valcerrina costituisce uno dei più interessanti circuiti di turismo minore all’interno del Piemonte, con notevoli potenzialità, soprattutto se si avrà la capacità di guardare al di fuori della propria corte (caratteristica comune a moltissime aree della regione subalpina) ed a ragionare in una prospettiva di area (relativamente) vasta.perna foto mole mongolfiera

Oltre alla peculiare caratteristica dell’offerta enogastronomica e delle sue bellezze ambientali, in larga parte non ancora completamente conosciute, la Valcerrina ha una serie di risorse da valorizzare pienamente che possono essere degli ulteriori vettori dell’incremento della domanda turistica.

Mi limito ad elencarne alcuni del territorio dell’Unione dei Comuni della Valcerrina (che comprende Cerrina, Cereseto, Gabiano, Mombello Monferrato, Moncestino, Odalengo Grande, Ponzano, Serralunga di Crea, Villamiroglio) ricordando che non sono considerate, perché appartenenti ad altre unioni di Comuni, Camino, Villadeati e Murisengo, sede quest’ultia di un evento di portata nazionale, qual è la Fiera del Tartufo;

  • Santuario di Crea e Luoghi Pavesiani a Serralunga di Crea (e non solo) non dimenticando che lo scrittore ebbe ispirazione proprio a “Villa Mario” nello scrivere la Casa in collina
  • Castello Cavallero a Ponzano con tutte le implicazioni che la figura del Maresciallo d’Italia ha nella storia italiana e monferrina
  • Monte Sion a Mombello Monferrato e altri palazzi storici nel suo territorio comunale.
  • Culto di San Gottardo nella frazione Pozzengo di Mombello Monferrato
  • Torre San Quirico a Pozzo di Odalengo Grande
  • Castello di Gabiano ed Archivio Brusasca
  • Castello di Cereseto e legame con l’avvocato Gualino a Cereseto
  • I sentieri della Resistenza a Villamiroglio ed a Moncestino.
  • Le particolarità di Cerrina Monferrato –L’elenco sopracitato, che deve essere arricchito dai luoghi di culto, dalle panoramiche e quant’altro è solo un piccolo esempio di un territorio che, ad oggi, non ha ancora un pieno sviluppo turistico delle sue potenzialità e che, se così fosse, potrebbe essere effettivamente un motore di sviluppo non solo per i singoli comuni ma per un’area decisamente più vasta, quella della Valcerrina in senso più ampio, che va al di là dei confini amministrativi della Provincia di Alessandria e prosegue in direzione della Città Metropolitana. In questo senso la “strada” è già tracciata con l’intuizione del percorso escursionistico Superga – Crea, ma non bisogna perdere l’opportunità di costruirvi attorno altre occasioni di richiamo, a partire dai percorsi laterali e di intreccio con quello principale, sino ad arrivare ad altri denominatori comuni, come la via dei Longobardi, non dimenticando poi che le porte di accesso alla Valle sono diverse, soprattutto da Ovest, e una di queste è Chivasso. Cerrina/Villamirloglio, Queste sono riflessioni sulle quali lavorare e sulle quali l’auspicio è che si possa trovare una condivisione nell’immediato futuro.

    Massimo Iaretti

    Consigliere Delegato

    al Turismo

    Unione dei Comuni della Valcerrina

 

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