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É stato ed è un "mestiere" difficile quello del sindacato

Uno per tutti, tutti per uno: riflessioni sul congresso Uilm

di ilTorinese pubblicato venerdì 26 gennaio 2018

 

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
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Dario Basso è come al solito “gentilmente deciso” nel dire ciò che vuole dire. Garbati toni nel delineare cio che deve e  può  fare la Uilm, sindacato che rappresenta operai, impiegati e quadri intermedi metalmeccanici. Segretario di Torino sottolinea i positivi risultati dell’organizzazione.  Nonostante la crisi e nonostante i segni di ripresa economica stentino nel farsi largo in Regione.  É stato ed è un “mestiere” difficile quello del sindacato, il cercare un equilibrio tra interessi generali, dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nella relazione, come dagli interventi, la volontà di affrontare e risolvere i problemi industriali ed occupazionali del presente. Risolverli anche per darsi un futuro. Mi sembra che il cuore della relazione sia la collaborazione in azienda. Il conflitto non paga, almeno il conflitto come soluzione dei problemi e diventa importante la stessa professionalità dei rappresentanti sindacali  Rsu. Tanto tempo e tante energie dedicate alla formazione, poi una riorganizzazione territoriale e accompagnare lo sviluppo economico difendendo i diritti dei lavoratori. Ed il loro primo diritto é il lavoro. La vicenda Embraco lo dimostra. Poi gli interventi degli invitati. La consigliera di Forza Italia Claudia Porchietto e l’assessore al lavoro Gianna Pentenero su un punto sono  d’accordo: l’ impotenza delle istituzioni. L’on Boccuzzi: sono uno di voi. Rappresentanti di Fiom e Fim desiderosi ancora di un percorso sindacale unitario. E il  funzionario della Unione industriale per una fattiva collaborazione. Segue il dibattito tra i delegati, mediamente al di sotto dei 40 anni,  dato molto positivo per la Uilm. Personali impressioni: estremamente sintetici descrivono il loro quotidiano lavoro in fabbrica, davvero  molto orgogliosi di appartenere alla Uilm. Comincio a capire che Dario Basso è stato eletto dal direttivo due anni fa in una situazione di emergenza. Doveva rinnovare e svecchiare i quadri dirigenti, c’erano troppe rendite di posizione che impedivano lo sviluppo sul territorio e degli iscritti. Si direbbe che questo compito sia stato assolto. Dario mi sottolinea d’essersi impegnato anche nella formazione  Rsu, in particolare in aziende in crisi, spiegando diversità tra procedure concorsuali o fallimenti. E il  “premio” é arrivato: eletto direttamente dai delegati. Un riconoscimento per il lavoro svolto e un rafforzamento per il lavoro futuro. Personalmente non mi rimane che auguragli buon lavoro, rubandogli la citazione detta nella sua relazione, a sua volta “rubata” dai Tre moschettieri: tutti per uno per tutti.
Patrizio Tosetto