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Ritrovare se stessi

Una vacanza spirituale, rigenerarsi rallentando

di ilTorinese pubblicato domenica 18 marzo 2018

La vita quotidiana è frenetica, lavoro, impegni familiari, obblighi giornalieri, ritmi incessanti. La stanchezza, la tensione fisica e mentale si fanno sentire e il bisogno di prendersi una pausa diventa necessario. Mare, montagna, vacanze culturali vanno benissimo, staccare, ricaricarsi, interrompere la routine improntata su oneri e responsabilità è indispensabile! Esiste però un modo ancora più efficace di rallentare rigenerando mente e corpo, spingendosi in una dimensione spazio-temporale diversa: una vacanza spirituale. Luoghi silenziosi, meditazione, yoga, camminate avvolti da un ambiente incontaminato, suoni della natura, profumi della pace per ritrovare se stessi e allontanarsi, almeno per un po’, dalle usuali e incalzanti abitudini.

I benefici di una vacanza-ritiro possono essere molti per esempio il miglioramento dell’umore, la riduzione dell’ansia dovuta alle aspettative di efficienza che le attività giornaliere ci richiedono, il senso di benessere che la lentezza, il contatto con la natura e l’essenziale ci regalano.

Un rinnovamento profondo dunque, un ritiro dal mondo fatto di contemplazione e di preghiera meditativa, un modo meno divertente forse di concepire la vacanza ma senz’altro più intenso e con risultati più duraturi. Porre l’attenzione su se stessi assentandosi dalla modernità soffocante, al riparo da tecnologia e presenzialismo, ritrovare il contatto con la propria interiorità rivalutando le priorità lontani da condizioni e influenze, questa è una vacanza spirituale, una vera sospensione dalla vita di sempre che ci accompagna in una dimensione lenta, di raccoglimento e osservazione, spesso anche di ozio, un concetto in contrasto con la produttività a tutti i costi che si sta via via rivalutando. Non si tratta tuttavia di vacanze esclusivamente religiose, la possibilità di praticarle laicamente nutrendo la propria spiritualità indipendentemente da credenze e appartenenze è assolutamente possibile.

Esistono veri e propri itinerari come I Sacri Monti, il Monastero di Bose nei boschi di Magnano, dove ci si può concentrare sul silenzio, in Umbria l’Eremo delle Carceri, luogo di contemplazione e meditazione, il Cammino di San Francesco. Per chi volesse spingersi oltre, la meditazione buddista nel monastero di Popa Taungkalat in Birmania o in India nel Monastero di Ki.

 

Con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore”. P. Yogananda

 

Maria La Barbera

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