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abbiamo visitato a Gerusalemme con animo commosso e partecipe lo Yad Vashem in memoria delle vittime della Shoah ma chiediamo eguale rispetto per chi è caduto per fedeltà al giuramento al re

UNA OFFESA AI MORTI

di ilTorinese pubblicato domenica 21 gennaio 2018

Se alle Fosse Ardeatine furono trucidati diversi italiani , di religione ebraica, numerosi furono i Reali Carabinieri , gli ufficiali superiori, come Cordero Lanza di Montezemolo , ed i Generali Simoni e Fenulli , egualmente massacrati in quella stessa sede

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

I promotori del processo staliniano , tenutosi a Roma , all’Auditorium , la sera del 18 gennaio ,dove caso unico nella storia , vi era un imputato , il Re Vittorio Emanuele III , un pubblico ministero , una parte civile , ma non un avvocato difensore , non hanno pensato che sottoponendo a questo processo il RE , per la firma delle Leggi cosiddette razziali , e non gli effettivi estensori delle stesse, offendevano indirettamente decine e decine di migliaia di morti del Regio Esercito , della Regia Marina e della Regia Aeronautica , che, sia prima , che dopo l’8 settembre 1943 avevano aiutato gli ebrei ed avevano dato inizio alla Resistenza contro i nazifascisti in nome di quel Re . Se alle Fosse Ardeatine furono trucidati diversi italiani , di religione ebraica, numerosi furono i Reali Carabinieri , gli ufficiali superiori, come Cordero Lanza di Montezemolo , ed i Generali Simoni e Fenulli , egualmente massacrati in quella stessa sede , e se si ricorda Bruno Buozzi, fucilato sempre dai tedeschi alla Storta , non si può dimenticare che insieme con lui furono fucilati il Generale Dodi ed altri ufficiali , né si può dimenticare il Generale Perotti, fucilato il 5 aprile 1944 , al Poligono del Martinetto a Torino.

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E possiamo dimenticare ben quattro Ammiragli , Carlo Bergamini , affondato con la corazzata Roma , colpita da bombe tedesche il 9 settembre 1943 , Federico Martinengo , ucciso , sempre in tale data , combattendo contro unità navali germaniche, e Inigo Campioni e Luigi Mascherpa , fucilati a Parma , dopo un processo farsa da parte della repubblica sociale mussoliniana , rei di avere difeso Rodi e Lero dai tedeschi sempre dopo l’8 settembre. E la Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù con il Generale Antonio Gandin ed il Colonnello Romagnoli ? E i componenti delle prime formazioni di patrioti che dettero inizio alla Resistenza particolarmente in Piemonte e poi nel resto dell’Italia Settentrionale, perché si opposero al tedesco invasore ? Per un giuramento prestato, ed a chi era prestato questo giuramento se non a S.M.Vittorio Emanuele III. Ed a quale Re pensava l’ignoto prigioniero della cella n.13 di Via Tasso a Roma , carcere dei patrioti arrestati dopo l’8 settembre , che incideva sul muro la scritta , ancor oggi visibile :”L’anima a Dio ,la vita al Re ,il cuore alla donna , l’onore a me “. , Ha pensato a tutto questo la presidente delle comunità ebraiche ? Sa anche che il primo reparto che entrò in linea a fianco delle truppe angloamericane l’8 dicembre 1943 , a Montelungo , portava sulla divisa lo scudetto sabaudo ed era stato più volte visitato nella sua fase di addestramento proprio da quel Re ? Si è mai soffermata sulla Via Prenestina all’altezza di Mignano Montelungo a visitare il Sacrario Militare dove riposano le spoglie di quei combattenti della Guerra di Liberazione e nei lager sa quante centinaia di migliaia di militari italiani furono rinchiusi , sempre per fedeltà a quel giuramento a quel Re ? Ha mai letto la tragica fine , nella notte tra il 27 e 28 agosto 1944, della Principessa Mafalda di Savoia a Buchenwald?

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Noi onoriamo e ci inchiniamo davanti alle innocenti vittime della ferocia nazionalsocialista hitleriana, abbiamo visitato a Gerusalemme con animo commosso e partecipe lo Yad Vashem, fino alla Hall of Names, con i nomi delle vittime della Shoah, ma chiediamo eguale rispetto per chi è caduto per fedeltà al giuramento al re Vittorio Emanuele III su cui si vogliono far ricadere tutte le responsabilità e tutte le colpe e che ebbe l’umiltà di scrivere al figlio Umberto, al momento della abdicazione :”per quasi mezzo secolo ho servito il mio Paese anche in ore difficili ed amare…mirando sempre, anche se posso avere errato , al bene della Nazione.”

 

Domenico Giglio

Presidente del Circolo REX