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PECETTO DI VALENZA

Un intero paese senz’acqua. Ma ora si può di nuovo bere

di ilTorinese pubblicato sabato 5 gennaio 2019

DAL PIEMONTE     L’acqua è tornata finalmente utilizzabile per gli usi potabili ed alimentari a Pecetto di Valenza, comune collinare a pochi chilometri dalla Città dell’Oro

Il sindaco Andrea Bortoloni, dopo che aveva avuto il disco verde dall’Asl di Alessandria ha informato la popolazione che l’emergenza nitrati era superata, in quanto l’intervento dell’Azienda municipalizzata valenzana aveva avuto un effetto positivo. Tutto era iniziato il 29 dicembre scorso quando, dopo il rilevamento di una percentuale di nitrati, sia pure di poco superiore ai valori limite, il sindaco aveva emesso un’ordinanza di divieto dell’acqua, ad eccezione per scopi igienici. “Era da sedici anni che non si verificava un fenomeno del genere” dice Andrea Bortoloni. I nitrati, per effetto della concimazione dei campi, potrebbero essersi trovati in una misura maggiore a quanto consentito per via dell’ultima piena del Po. Il Comune di Pecetto, infatti, pur non essendo toccato quanto a territorio comunale dal percorso del ‘grande fiume’, tuttavia ha i due pozzi che alimentano la rete acquedottistica a poca distanza dallo stesso e come tali destinatari di possibili esondazioni o piene. Anche alla luce del particolare periodo dell’anno nel quale si è verificato il disagio (che riguardava tutto il paese senza eccezioni) l’amministrazione, d’intesa con Amv, aveva organizzato una distribuzione di bottiglie di acqua naturale, sia al mattino che al pomeriggio, con l’utilizzo di personale comunale e volontari della protezione civile. “Adesso si rende assolutamente necessaria ed in tempi brevi la realizzazione dell’interconnessione sulla linea Valenza-Pecetto-Bassignana la quale era già nel piano di investimenti dell’azienda valenzana ed ora è anche già presente come progetto. Con quest’opera in essere, dal momento che i pozzi cui attinge la Azienda multiuservizi casalese di Casale Monferrato e che servirebbero anche Valenza sono piuttosto profondi, una situazione come questa difficilmente si ripeterebbe”.

Massimo iaretti

 

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