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Ne parliamo con la counselor torinese Alessandra Bortolami

Un aiuto per superare i momenti critici della vita

di ilTorinese pubblicato domenica 14 maggio 2017

Essere counselor oggi, in una società in cui i rapporti interpersonali si stanno facendo via via sempre più difficili, che, si deve pur ammettere, pare sempre più improntata all’individualismo. È una bella sfida, sicuramente stimolante, che ogni giorno accoglie Alessandra Bortolami, di professione counselor. Laureata in Letteratura italiana presso l’ateneo torinese, ha alle spalle studi effettuati alla Scuola Superiore di Counseling Psicosintetico di Torino, dove ha conseguito il diploma triennale e il Master in Counseling Transpersonale. Ha poi ottenuto il diploma di Counseling relazionale presso l’Istituto di formazione in Counseling relazionale Artemisia, terminando la scuola di Psicoenergetica presso il Centro Studi “Etica Vivente” a Città della Pieve. La sua formazione è orientata al metodo di Roberto Assagioli, che considera la sofferenza un’opportunità di comprensione e crescita personale, attraverso un percorso di consapevolezza, di riconoscimento e espressione delle risorse presenti in ciascuno di noi. Questo tipo di Counseling unisce varie tecniche che consentono l’accesso a un processo di consapevolezza e cambiamento in modo misurato e in un ambiente protetto e contentivo. “Il couseling psicosintetico – spiega Alessandra Bortolami – ha un approccio molto concreto per la conoscenza, la crescita e la trasformazione personale. Ciascuno, partendo da ciò che è, ha il potere di attuare le sue potenzialità individuali, attraverso un lavoro guidato, ma essenzialmente autoformativo. Il counseling si interessa in modo particolare dei problemi riguardanti la comunicazione e le relazioni con il prossimo, dalle incomprensioni crisi nei rapporti di coppia ai rapporti difficili tra genitori e figli, dalle difficoltà anche relazionali presenti tra insegnanti e allievi, fino ai molteplici problemi presenti nel mondo del lavoro, quali mobbing, scarsa collaborazione tra i colleghi e le difficoltà a relazionarsi con i superiori. Il counselor svolge un ruolo basato sull’ascolto, al fine di comprendere la natura del problema, le esigenze dei protagonisti che gli si rivolgono e le caratteristiche dell’ambiente socioculturale in cui essi vivono. Non fornisce delle soluzioni pre-confezionate dall’alto, ma stimola nei clienti le fondamentali capacità di autoconsapevolezza, di reframing (ovvero reincorniatura ) e creatività, che li mettano nelle condizioni di giungere autonomamente alle soluzioni dei loro problemi. “Il counseling – aggiunge Alessandra Bortolami – diventa un prezioso strumento di aiuto quando una persona viene chiamata a affrontare un cambiamento, sta attraversando un momento critico della propria vita, come una separazione o la perdita di una persona cara, o è, invece, alla ricerca di un nuovo lavoro e deve, per esempio, inserirsi in un ambiente estraneo. In tutti questi casi, come anche nella stessa età adolescenziale, quando si manifestano importanti crisi individuali, nasce nella persone l’esigenza di riconfigurare la propria vita, ritrovare la propria progettualità, oltre alla pienezza di senso da attribuire alla propria esistenza. E il counseling diventa una preziosa occasione di dialogo, capace di trasformare una situazione problematica o dolorosa in una opportunità fondamentale di crescita, dando un orientamento nelle scelte e mettendo a fuoco ciò che veramente conta per il soggetto interessato”. Sabato 27  venerdì 30 e  sabato 31 maggio i prossimi interessanti appuntamenti. Info: alessandra_bortolami@yahoo.it

 

Mara Martellotta