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CON PRESTIGIOSE COLLABORAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI ALL’INSEGNA DELL’APERTURA E DELL’INCLUSIONE

UN 2018 DI CREATIVITÀ E INNOVAZIONE (AND MORE) ALLE OGR

di ilTorinese pubblicato mercoledì 17 gennaio 2018

OGR IS ARTE CONTEMPORANEA, MUSICA, TEATRO, ATTIVITÀ EDUCATIVE 

 

Sono trascorsi 110 giorni da quando le OGR hanno aperto per la prima volta al pubblico i loro cancelli, lo scorso 30 settembre. In appena 3 mesi le rinnovate Officine Grandi Riparazioni hanno visto 3 artisti internazionali – William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera – lavorare a interventi site-specific per i loro spazi; hanno presentato una mostra collettiva con 54 artisti e più di 70 opere – Come una Falena alla Fiamma – sulle collezioni torinesi che è stata recensita dalle più autorevoli testate nazionali e internazionali; hanno co-organizzato un simposio internazionale per addetti ai lavori sui musei alla svolta post-internet a cui sono intervenuti 23 relatori da tutto il mondo; hanno visto avvicendarsi sul loro palcoscenico 20 grandi nomi della musica – Alva Noto, Giorgio Moroder, Ghali, Elisa, Danny L Harle, Omar Souleyman, Atomic Bomb!, The Chemical Brothers, Richard Russell, Artetetra, Kamasi Washington, Powell & Wolfgang Tillmanns, Kraftwerk 3D, Marlene Kuntz, Ezio Bosso, Paolo Fresu, Noa, Vinicio Capossela; hanno fatto ballare adulti e bambini al ritmo della Festa della Danza di Blanca Li e hanno accolto le movenze ipnotiche dei Dervisci Rotanti di Siria; hanno ospitato presentazioni di libri e best seller – dall’ultimo romanzo di Roberto Saviano alle storie dell’era digitale di Andrew O’Hagan; hanno contribuito all’elaborazione di un decalogo italiano per eventi for all, unico polo culturale a dotarsi di linee guida per favorire l’accoglienza di famiglie con bambini, anziani, persone in difficoltà o con disabilità, visitatori con “pets”.

“Oltre 100.000 persone hanno visitato le OGR nei primi cento giorni di apertura – ha annunciato il Direttore Generale delle OGR e Segretario Generale di Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Un successo che è andato certamente oltre le nostre aspettative, e che dimostra come le Officine Grandi Riparazioni stiano diventando un luogo iconico, un place to be per un pubblico ampio e trasversale, italiano e straniero. Il 2018 proietterà ancora di più le OGR sulla scena globale, attivando nuove reti e connessioni internazionali e, nello stesso tempo, rafforzando ed estendendo le collaborazioni con le eccellenze culturali cittadine. Sarà anche l’anno della seconda fase del Big Bang: l’inaugurazione dell’Officina Sud dedicata alla ricerca e all’accelerazione di impresa; un laboratorio futuristico non solo di idee, ma anche di innovazione, nel cuore di Torino, aperto al mondo”.

Innovazione, inclusione, formazione sono le parole chiave attorno alle quali è stata elaborata la mission delle rinate OGR con l’obiettivo di renderle non solo un contenitore di eventi, ma un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico del territorio — aggiunge il Direttore Artistico Nicola Ricciardi –. Parole chiave che sono servite da guida per costruire il programma di attività dei primi tre mesi di apertura nel 2017, pensato per parlare a un bacino di persone il più vasto ed eterogeneo possibile, rendendo da subito le OGR uno spazio aggregativo per tutte le tipologie di pubblico, diverse per formazione e interessi: un luogo aperto alla città e al mondo, dove contenuti unici e di qualità e discipline differenti trovano sede di produzione e contaminazione culturale in continua trasformazione.”

“L’ampiezza e la qualità dell’offerta, seppur fondamentali, non sono infatti di per sé sufficienti a determinare il successo di un polo culturale complesso come le OGR – afferma infine il Presidente delle OGR Fulvio Gianaria –. Per questo assumono particolare rilevanza alcuni progetti paralleli come il Public Program e OGR You della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ma anche  il “decalogo” italiano per eventi for all – vademecum redatto dalle OGR con Fondazione CRT, grazie alla collaborazione della Consulta per le Persone in Difficoltà  – che intende diventare un utile punto di riferimento per i musei, le arene, i palazzetti per i concerti e qualsiasi altro luogo dedicato a mostre, spettacoli, festival, fiere, rassegne, tornei sportivi, manifestazioni, convegni, dibattiti. Nello specifico, OGR ha già intrapreso un percorso di accessibilità alle proprie iniziative elaborando, caso per caso, strumenti e azioni adeguate alla loro massima diffusione e fruibilità.”

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Per quanto riguarda il 2018, tre sono le direttrici principali: OGR is Art, OGR is Music e OGR is More. Attraverso un mix di attività che spaziano dalle arti visive e performative alla formazione, dai concerti ai workshop di teatro, dal giornalismo partecipativo fino alla realtà aumentata e la virtual reality, senza dimenticare la tecnologia e l’accelerazione d’impresa, che nel 2018 saranno protagoniste alla riapertura delle Officine Sud: ogni giorno sarà possibile vivere alle OGR un’esperienza diversa, come semplici spettatori o come protagonisti attivi e attivatori di contenuti. Il tutto con una particolare attenzione alla sostenibilità dei progetti e al tema dell’accessibilità a 360°.

 

Le OGR si completano infine con l’apertura di Transnatural shop, un nuovo spazio dedicato ai libri, agli oggetti e alle edizioni, progettato dal designer catalano Martí Guixé, che verrà inaugurato il prossimo febbraio nella Corte Est. Non un semplice bookshop ma – come già avvenuto con SNODO per l’area ristorazione – un concept space dove completare l’esperienza delle Officine Grandi Riparazioni: “un luogo per lo spirito, anche se popolato da materia fisica, dove libri e oggetti sono celebrati come mezzo di trasmissione di valori immateriali, conoscenza e cultura — spiega Guixé —. Uno spazio chiuso dove l’individuo è libero; una stanza calma e solida i cui volumi ricordano le pietre e la cui luce è studiata per mettere in relazione l’interno e l’esterno dell’edificio”

 

OGR IS ART

ALLE OGR I PROTAGONISTI INTERNAZIONALI DEL CONTEMPORANEO

 

Tino Sehgal, Susan Hiller, Rokni Haerizadeh e Mike Nelson

presentano negli spazi ex-industriali delle Officine Grandi Riparazioni

nuove produzioni e progetti site-specific

 

  

Dopo William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera e la mostra Come una Falena alla Fiamma, nel 2018 prosegue la carrellata di protagonisti della scena dell’arte contemporanea internazionale chiamati a esporre alle OGR. Sotto la Direzione Artistica di Nicola Ricciardi, i suggestivi spazi delle Officine Grandi Riparazioni tornano ad accogliere e a dialogare con i linguaggi più avanzati e sperimentali di oggi grazie a quattro nomi d’eccezione – Tino Sehgal, Susan Hiller, Mike Nelson e il più giovane Rokni Haerizadeh, vincitore della prima edizione dell’OGR Award durante Artissima 2017 – che presenteranno all’interno del Binario 1 importanti mostre personali, incentrate su nuove produzioni e progetti site-specific appositamente concepiti.

 

 

TINO SEHGAL

a cura di Luca Cerizza

2 febbraio – 17 marzo

 

Il 2 febbraio inaugura il programma Arti Visive del 2018 Tino Sehgal, con un progetto a cura di Luca Cerizza: l’artista anglo-tedesco conosciuto in tutto il mondo per le sue elaborate azioni collettive che sfidano le tradizionali relazioni tra arte e spettatore, già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2013, torna per la prima volta in Italia con un progetto personale da lui appositamente pensato per il Binario 1 delle OGR dopo aver realizzato la mostra nel 2008 con la Fondazione Nicola Trussardi e aver rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia del 2005. Per gli ampi spazi delle OGR Sehgal ha ideato una complessa coreografia che vede la partecipazione di più di cinquanta interpreti, pensata come un unico grande movimento in continua mutazione durante il corso della settimana. Da quello che Sehgal definisce come uno “sciame” di corpi, da una coreografia che presenta movimenti pensati appositamente per questa occasione, hanno origine, infatti, una serie di specifiche “situazioni”. In questa presentazione le singole opere dell’artista – considerate come entità discrete che possono essere separate tra di loro e dal processo della loro produzione – diventano scene o momenti, elementi che prendono forma temporaneamente in un gioco d’incontri che risponde a circostanze specifiche: il numero degli spettatori, il loro modo di interagire o il periodo del giorno in cui questi incontri avvengono.

 

Negli spazi un tempo dedicati alla produzione “pesante”, espressione della prima rivoluzione industriale, il lavoro di Sehgal suggerisce nuove forme di produzione “leggera” basate sulla sola trasformazione dei comportamenti e non dei materiali. Attraverso queste “situazioni”, Sehgal attiva una serie d’incontri e relazioni destinate a formare nuove comunità temporanee che riflettono quella che attraversa gli spazi dell’OGR. Così facendo Sehgal ambisce a superare i modi di “separazione” su cui è basata la moderna nozione di opera d’arte e sul quale si fonda lo stesso pensiero occidentale: modalità di separazione che prendono corpo nel concetto stesso di individuo e sono nutrite nell’idea moderna dell’autonomia dell’opera d’arte.

 

 

SUSAN HILLER

a cura di Barbara Casavecchia

29 marzo – 24 giugno

 

Social Facts – Fatti Sociali – è il titolo che Susan Hiller ha scelto per la sua mostra alle OGR, partendo da un’espressione che l’artista solitamente usa per descrivere l’oggetto del proprio lavoro.

Dopo gli esordi come antropologa, gli studi nel campo di fotografia e archeologia, l’ingresso nel mondo dell’arte concettuale britannica all’inizio degli anni Settanta e l’adesione al movimento femminista, Hiller da decenni dedica la propria attenzione a ciò che viene considerato “altro” e quindi relegato ai margini della cultura mainstream, studiando il confine tra ordinario e straordinario, credibile e incredibile, razionale e non, naturale e soprannaturale, senza mai tracciarlo. Con le proprie opere (installazioni, video, opere sonore, fotografie, sculture, progetti interattivi online, performance), Hiller si è occupata di sogni, immaginari collettivi, spiritualità, telepatia, scrittura automatica, enciclopedie, artisti sconosciuti, eroi del quotidiano, manifestazioni ‘non identificate’, memoria, fantasmi, enciclopedie popolari, fantascienza, canzoni di protesta, levitazioni e Photoshop, analizzando come la tecnologia influenzi la nostra percezione del mondo e quanto Internet sia oggi un gigantesco serbatoio globale di racconti, storie e confessioni.

 

Alle OGR, propone un percorso immersivo e spettacolare incentrato su una videoproiezione inedita dal titolo Illuminations (2018), cui ha contribuito, con la propria voce, un gruppo di volontari torinesi. Il pubblico è invitato ad ascoltare racconti di esperienze inspiegabili, a misurarsi con la fiction e la moltiplicazione delle immagini e a orientarsi in base alle proprie convinzioni, ricalcando una condizione permanente della contemporaneità ora che le news possono essere ‘fake’, i fatti ‘alternativi’ e la comunicazione viaggiare attraverso le bolle individuali dei social media.

ROKNI HAERIZADEH

a cura di Abaseh Mirvali

estate

 

Vincitore del premio OGR ad Artissima 2017, Rokni Haerizadeh, con Ramin Haerizadeh e Hesam Rahmanian – artista iraniano di base a Dubai – realizzerà un progetto ad hoc per gli spazi di OGR partendo proprio dalla serie di disegni acquistati in occasione della fiera. Nei suoi disegni e video, Haerizadeh isola fotogrammi e immagini in movimento tratte dai notiziari e li trasforma, con gesti pittorici espressivi, in scene di fantasia e umorismo tra il grottesco e il macabro. Il suo interesse si concentra su reportage di rivoluzione e protesta violenta che catturano immagini di repressione sociale e brutalità di Stato, che l’artista trasforma in complesse allegorie dell’universalità della violenza. L’intervento in programma alle OGR darà forma tridimensionale all’immaginario di Haerizadeh, legando il suo lavoro pittorico alle ricerche legate alla performance e alle installazioni ambientali. Haerizadeh spinge infatti i confini della pittura trasformando le notizie in vivide, mitologiche visioni: un universo fantastico capace di coinvolgere e turbare lo spettatore, risvegliandolo dall’insensibilità alla quale lo ha abituato il bombardamento di immagini trasmesse dai media.

 

 

MIKE NELSON

a cura di Samuele Piazza

autunno

 

In concomitanza con l’inaugurazione di Artissima 2018 le OGR ospitano una grande mostra personale dell’artista britannico Mike Nelson che per l’occasione trasformerà il Binario 1 in uno spazio “altro”. Nelson nel corso della sua carriera ha infatti dato vita a imponenti installazioni ambientali mirate precisamente a sovvertire il senso del luogo dello spettatore – la più celebre delle quali è forse quella realizzate per il Padiglione della Gran Bretagna alla Biennale di Venezia nel 2011. In quell’occasione l’artista mise insieme pezzi di spazi ricostruiti per creare un complesso labirinto-collage che trasportava metaforicamente il visitatore dalla città lagunare a un palazzo storico e decadente della città di Istanbul. Più recentemente, a Montecarlo, ha invece ridipinto interamente di blu oltremare i corridoi, le scale, le stanze – e tutto quello che potevano contenere – di un palazzo di sette piani che ospita i locali di una banca svizzera attualmente in ristrutturazione.

 

 

 

 

 

 

OGR IS MUSIC

ALLE OGR LA MUSICA SI CONTAMINA CON ALTRI LINGUAGGI

 

Arrivano i New Order assieme a Liam Gillick,

proseguono le Piano Lessons con Mehldau, Tiersen e Nyman,

debutta la nuova rassegna Avantgarde Portrait,
e poi Cosmo, gli appuntamenti OGR Soundsystem
e altro ancora

 

Dopo un 2017 entusiasmante dal punto di vista musicale, nel 2018 OGR rilancia con un programma d’eccezione che coniuga musica e innovazione. Un palinsesto di ampio respiro che ha come obiettivo quello di coniugare diversi linguaggi – dalle arti performative alle arti visive – e proporre al pubblico tendenze che spaziano trasversalmente dal clubbing alla musica classica e sinfonica, passando per il cantautorato emergente e le sperimentazioni avanguardistiche.

 

Per farlo il Direttore Artistico Nicola Ricciardi ha attivato una rete di collaborazioni con realtà nazionali e internazionali di primo piano con cui ha instaurato un dialogo: il prestigioso MIF – Manchester International Festival per il concerto dei New Order + Liam Gillick (5 maggio), Club To Club per il festival di musica avantpop che caratterizza la settimana dell’arte contemporanea e OGR soundsystem, rassegna dedicata al clubbing con cadenza mensile a partire da febbraio, il festival TODays per Cosmo (30 marzo), Fabrizio Gargarone per Piano Lessons con Brad Mehldau (16 febbraio), Yann Tiersen (9 marzo), Michael Nyman (14 aprile) e la nuova rassegna Avantgarde Portrait: New York City con Blonde Redhead (17 febbraio), John Cale (3 marzo) e Arto Lindsday (17 marzo), Artissima per Artissima sound e la Città di Torino per il Torino Jazz Festival (dal 26 al 30 aprile) diretto da Giorgio Li Calzi.

 

Gli appuntamenti si svolgono tutti nella Sala Fucine delle Officine Nord.

 

 

PIANO LESSONS

Bred Mehldau > 16 febbraio

Yiann Tiersen > 9 marzo

Michael Nyman > 14 aprile

 

La rassegna Piano Lessons porta alle OGR quattro maestri per altrettanti appuntamenti che conducono il pubblico alla scoperta del mondo dei tasti bianchi e neri: l’even eight del visionario Bred Mehldau, il tocco di Yiann Tiersen e l’originale minimalismo musicale di Michael Nyman. La proposta artistica Piano Lessons si è aperta lo scorso dicembre con l’esibizione ricca di pathos del Maestro Ezio Bosso.

 

AVANTGARDE PORTRAIT: NEW YORK CITY

Blonde Redhead > 17 febbraio

John Cale > 3 marzo

Arto Lindsday > 17 marzo

 

Nel 2018 continuano le grandi rassegne musicali di OGR con un programma creato ad hoc e volto a esplorare le avanguardie artistiche novecentesche e la loro relazione con lo spazio urbano in diverse città del mondo. Prima tappa di questo itinerario sarà New York. Mescolando stili, registri e media differenti – dal cinema di Jim Jarmush alle sonorità dei Velvet Underground – lo spettatore affronterà un viaggio che collegherà, metaforicamente e non, la factory di Andy Warhol con le Officine Grandi Riparazioni di Torino. La rassegna si compone di tre appuntamenti esclusivi realizzati per OGR da Blonde Redhead, John Cale e Arto Lisndsay. Le loro storie musicali e personali si sono più volte incrociate nel corso degli ultimi anni tanto che la rassegna è, dal punto di vista artistico, quasi una foto di famiglia, ambientata ovviamente nella New York dell’avanguardia. In quest’ottica, ogni appuntamento musicale sarà accompagnato da un lavoro on-site da parte del pittore torinese Daniele Galliano, che ritrarrà dal vivo gli artisti e le loro performance, rinforzando ancora una volta la missione delle OGR di avvicinare e mescolare la grande musica con i linguaggi delle arti visive.

 

 

COSMO / COSMOTRONIC

30 marzo

 

Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, si è affermato nell’estate del 2016 grazie al singolo L’ultima festa, brano che ha dominato le classifiche airplay delle radio italiane fino a ottenere il Disco d’oro. Dopo un tour di più di 88 date, una vera e propria marcia trionfale scandita a colpi di sold out, ha vissuto da protagonista anche buona parte del 2017, grazie al successivo singolo Sei La Mia città. Il 30 marzo, grazie alla collaborazione con TODays, Cosmotronic – nuovo album uscito a gennaio 2018 – viene presentato alle OGR all’interno di un tour di otto date speciali che porterà Cosmo a esibirsi nei più importanti live club italiani: tra questi, le OGR. Quello presentato sarà un party itinerante arricchito dalla presenza di dj special guest che si esibiranno nelle varie date, dando vita a una vera e propria festa che proseguirà fino a notte fonda.

 

 

TORINO JAZZ FESTIVAL

Dal 26 al 30 aprile

 

Rinnovato nel format, torna l’appuntamento che da sempre omaggia il jazz in tutte le sue multiformi possibilità espressive, curando un cartellone che parte dagli artisti di ricerca e dalle eccellenze del territorio per arrivare ai grandi nomi internazionali. Il nuovo tandem artistico, composto da due noti musicisti e organizzatori culturali, il direttore artistico Giorgio Li Calzi coadiuvato da Diego Borotti, promette un festival che mira a soddisfare tutti i tipi di pubblico, da chi ama la sperimentazione a quelli che prediligono il jazz dei grandi maestri. OGR sarà il palco principale e location dei doppi concerti serali, ai quali è possibile assistere con un unico biglietto.

 

 

NEW ORDER + LIAM GILLICK

In collaborazione con MIF – Manchester International Festival

5 maggio

 

New Order si esibiranno per uno show speciale, creato in collaborazione con il visual artist Liam Gillick, che in precedenza ha presentato delle personali a Tate Britain e MoMA a New York e che ha co-curato Like a moth to a flame, mostra inaugurale di OGR, e il compositore e arrangiatore Joe Duddell.  Per New Order + Liam Gillick: So it goes.., il gruppo ha decostruito, ripensato e ricostruito un gran numero di materiale proveniente da tutta la loro carriera: familiare e oscuro, vecchio e nuovo. Per l’esecuzione live, saranno accompagnati da un ensemble di 12 synthesizer. Ispirato dalla reinvenzione del catalogo della band, Gillick trasformerà OGR in un ambiente immersivo, creando un palco in grado di reagire dinamicamente alla musica. I New Order sono nati dalle ceneri dei Joy Division e sono uno dei più importanti e influenti gruppi degli ultimi 30 anni. Lo show è un progetto commissionato da Manchester International Festival, OGR Torino e Wiener Festwochen.

 

 

CLUB TO CLUB

Durante Artissima, edizione 2018

 

La collaborazione con Club To Club nel 2017 ha reso possibile il coinvolgimento di alcuni dei nomi più interessanti della scena musicale italiana e internazionale, che sono stati invitati a esibirsi sul palco delle OGR durante la settimana dell’arte torinese. Sono stati privilegiati progetti che puntassero sulla contaminazione tra le arti visive e quelle performative, come la collaborazione tra Powell e il fotografo Wolfgang Tillmans, il progetto Harmony of Difference del jazzista Kamasi Washington, già protagonista al Whitney Museum di New York, e gli 8 live concerts consecutivi dei Kraftwerk, che hanno portato per la prima volta in Italia il loro spettacolo in 3D precedentemente presentato al MoMA di New York e alla Tate Modern di Londra. Anche nel 2018 prosegue la collaborazione tra OGR e il festival di musica Avant-Pop per la sua prossima edizione, sempre seguendo lo stesso indirizzo e le stesse ambizioni.

 

OGR Soundsystem

Un sabato al mese per tutto il 2018

 

Traendo ispirazione dal Warm Up del MoMA PS1 di New York — uno dei più longevi programmi musicali sviluppati all’interno di un museo, che ha visto in più di 20 anni di vita alternarsi oltre 750 performer, tra artisti pop, musicisti sperimentali e DJs — le OGR stanno sviluppando per il 2018 una propria rassegna a cadenza mensile.
A partire da febbraio, per un sabato al mese, il palco della Sala Fucine si trasformerà in una piattaforma per sperimentazioni audiovisive, collaborazioni uniche e nuove produzioni a firma di artisti emergenti e protagonisti della scena elettronica e avantpop – locale, nazionale e internazionale.

 

 

ARTISSIMA SOUND

Durante Artissima

Edizione 2018

 

Nell’autunno 2018 Artissima e OGR uniranno nuovamente le proprie forze inaugurando una nuova sezione della fiera, ARTISSIMA SOUND. A conferma della sua natura sperimentale, e in sinergia con le ricerche trasversali dedicate alla musica, alla performance e all’arte di OGR, la fiera intende con ARTISSIMA SOUND presentare 20 progetti monografici dedicati alle indagini sonore nel campo del contemporaneo presentati da altrettante gallerie presenti nell’edizione 2018 della fiera selezionate da un team internazionale di curatori. Nei recenti sviluppi dell’arte contemporanea il suono è diventato protagonista di numerosi esperimenti capaci di scardinare le logiche dell’arte visiva innescando emozioni empatiche e sorprendenti reazioni emotive. Il suono viene usato per trasformare lo spazio e la sua percezione per riattivare emozioni e ricordi, per liberare l’immaginazione del pubblico, ponendosi come fulcro delle ricerche non solo di artisti ma di architetti, performer e figure trasversali tra arte e musica e per la sua capacità di svelare la realtà al di fuori di una prospettiva visiva.

 

 

 

OGR IS MORE:
UN PROGRAMMA CHE VA OLTRE L’ARTE A LA MUSICA

 

 

Da Learn & Play! TeamLab Future Park al Public Program a cura Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, da Reverse Angle a Playstorm, da The Newsroom al Transnatural shop.

 

 

  

OGR guarda anche oltre l’arte e la musica e mira ad allargare il proprio raggio d’azione, alla ricerca di nuovi significati della parola innovazione, declinata in ambiti e discipline sempre nuovi, grazie alla collaborazione di partner nazionali e internazionali.

Primo tra tutti il progetto Learn & Play! di TeamLab Future Park, primo spazio permanente del collettivo di sviluppatori giapponesi apprezzato al Padiglione Giappone di Expo2015 (dal 3 marzo); a seguire gli oltre 40 incontri del Public Program curato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ideatrice anche di OGR YOU, composto da incontri, lecture performance e seminari dedicati alla fascia Young Adults (entrambi a partire da febbraio). La parte dedicata alla settima arte è rappresentata da Davide Ferrario con Reverse Angle, regista che porta alle OGR una visione del territorio inedita, realizzata con il coinvolgimento di un gruppo di richiedenti asilo e orientata all’inclusività. Al confine tra teatro e danza si colloca la video installazione Inside di Dimitris Papaioannou (settembre 2018) mentre la scrittura teatrale contemporanea sarà protagonista di Playstorm, realizzato in collaborazione con il TST – Teatro Stabile Torino (da aprile a settembre).

 

 

LEARN & PLAY! TeamLab Future Park

A cura di TeamLab Future Park

Binario 3, dal 3 marzo 2018 fino 2021

 

Le OGR ospitano il primo spazio permanente in Europa dedicato a TeamLab, il collettivo di sviluppatori giapponesi che da sedici anni porta avanti una ricerca che integra arte e tecnologia e che il grande pubblico ha conosciuto per lo straordinario successo delle loro installazioni al Padiglione Giappone a Expo2015, tanto da scegliere di affrontare lunghissime attese pur di accedere. Attraverso ambienti immersivi e proiezioni interattive e sensibili al movimento e al tocco, TeamLab trasforma i visitatori in creatori di scenari e storie soggette a continui cambiamenti, in modo che sia impossibile il ripetersi di una stessa composizione visiva. Alle OGR in particolare, per la prima volta in Italia, vede la luce il loro progetto Future Park: un insieme di installazioni e postazioni che avvicinano i bambini all’interazione creativa con l’opera e fa capire meglio anche agli adulti l’approccio richiesto dagli artisti alla lettura dei loro lavori. L’ambiente, che vedrà la compresenza di diverse esperienze ludico-artistiche, muterà forma e soggetto nel tempo, occupando per almeno tre anni il Binario 3 delle Officine Nord, a loro dedicato.

 

 

REVERSE ANGLE

A cura di Davide Ferrario

Binario 2, primavera 2018

 

Il progetto Reverse angle di Davide Ferrario porta una visione del territorio inedita, collegando la città di Torino e i suoi dintorni a più ampie dinamiche socio economiche.

Il racconto del regista parte dalle riprese effettuate da un gruppo di richiedenti asilo, residenti a Pecetto Torinese, a cui sono stati forniti degli smartphone e ai quali è stato chiesto di raccontare la propria vita in Italia tramite video realizzati avvalendosi del telefono cellulare.

Tramutati in un’installazione video, i materiali realizzati rappresentano il punto di vista dei protagonisti sulla quotidianità della vita di provincia e sono montati e riletti in modo da mostrare il mondo che ci circonda a partire da una prospettiva solitamente invisibile. Il progetto rappresenta una delle tante iniziative pensate da OGR con l’intento di porre l’accento sul tema dell’inclusività.

 

 

PUBLIC PROGRAM

A cura di Ilaria Menolascina – Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT

Da febbraio a dicembre 2018

 

La Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT propone più di 40 eventi gratuiti che, da febbraio a dicembre, mirano a stimolare l’incontro tra il pubblico e l’arte contemporanea, la musica, il teatro, la tecnologia e la letteratura. Tra gli ospiti sono previsti, citando alcuni esempi, Tino Sehgal, presente in quanto protagoniste del programma OGR, lo psicoanalista Massimo Recalcati e gli esperti di videoclip Canada Collective, grazie a una serie di collaborazioni virtuose attivate con vari partner del territorio.

 

 

OGR YOU

A cura di Barbara Casavecchia, critica e curatrice indipendente, in collaborazione con Sergey Kantsedal, per la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT

Da febbraio a dicembre 2018

 

Dedicato alla fascia Young Adults, segmento di pubblico tra i meno presenti nella programmazione culturale delle istituzioni italiane, OGR YOU si sviluppa intorno a due i filoni di attività: un ciclo di dieci incontri, lecture e performance con artisti contemporanei italiani e internazionali, e una serie di seminari a porte chiuse rivolti a un gruppo di 15 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 20 anni. I partecipanti saranno selezionati tramite un bando pubblico rivolto a giovani amanti della scrittura, creativi, blogger, youtuber, videomaker, instagrammer, appassionati di musica, nuove tecnologie, arti visive e performative, che vogliano raccontarsi e raccontare la vita all’interno delle OGR.

 

 

PLAYSTORM

A cura del TST – Teatro Stabile Torino

Duomo, da aprile a settembre

 

Playstorm è un progetto dedicato alla scrittura teatrale contemporanea. Un ecosistema per lavorare su nuovi testi, mettendo insieme autori, attori, registi, artisti visivi: si tratta di una vera e propria officina teatrale aperta anche al pubblico – dalla prima scrittura alla messa in scena – focalizzata sul processo e sulla ricerca, più che sul prodotto, e condotta da Fausto Paravidino, drammaturgo residente dello Stabile, attore e regista pluripremiato, che ha visto i suoi testi rappresentati alla Comédie-Française di Parigi, al Royal Court Theatre e al National Theatre di Londra, al Dramaten di Stoccolma e nei maggiori teatri italiani e tedeschi.

 

 

INSIDE

A cura di Dimitris Papaioannou

Settembre

 

Una semplice serie di movimenti quotidiani ripetuti da trenta diversi attori, per sei ore consecutive, costituiscono la video installazione Inside di Dimitris Papaioannou, che presenterà in contemporanea per Torinodanza festival 2018 il pluripremiato The Great Tamer. Inside è una vera e propria meditazione visiva in cui la carica emotiva che si crea quando avvertiamo la somiglianza di tutti gli esseri umani si unisce a una riflessione sulla forma stessa dell’opera d’arte, dove un singolo motivo può diventare una sorta di narrativa latente attraverso la sua ripetizione e moltiplicazione.

Noto al grande pubblico per aver curato la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Atene nel 2004, Dimitris Papaioannou proviene dalla pratica pittorica. Grazie alla collaborazione con Bob Wilson si afferma sulle scene internazionali come coreografo, ponendosi al crocevia tra danza, teatro ed arti visive: i suoi spettacoli compongono quadri visionari e rievocazioni emotive che trasportano gli spettatori in un’esperienza sensoriale. Premio Speciale al 16° Premio Europa per il Teatro, a maggio 2018 sarà il primo coreografo chiamato a realizzare un nuovo pezzo per la Compagnia Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch.

 

 

 

THE NEWSROOM

A cura di Studio Azzurro per La Stampa

Binario 2, dal 16 febbraio.

 

Si tratta di un progetto de La Stampa selezionato da Google nell’ambito del secondo round del fondo europeo Digital News Initiative (DNI), creato per sostenere lo sviluppo di nuove forme di giornalismo. Partner creativo del progetto è il collettivo artistico Studio Azzurro, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali. The NewsRoom è uno spazio fisico in cui i lettori potranno esplorare il mondo del giornalismo ma allo stesso tempo è una mostra, uno show digitale, un’installazione di arte contemporanea.

Informarsi diventa un momento coinvolgente, un’esperienza individuale multisensoriale che si può vivere e codificare come atto collettivo in un luogo specifico e reale. I servizi giornalistici proposti verranno letteralmente “messi in scena” nello spazio e saranno realizzati con accuratezza – marchio di fabbrica de La Stampa – e proposti con la capacità poetica e di generare sorpresa che è la cifra distintiva di Studio Azzurro. La Stampa propone tre temi fortemente rappresentativi della nostra società, storia e cultura: l’intelligenza artificiale, l’opera lirica e i migranti. Ciascuno di essi diventerà un percorso da esplorare e approfondire, muovendosi nello spazio di The NewsRoom guidati da parole chiave scelte dagli stessi visitatori in un viaggio, ogni volta differente, dentro la notizia.

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