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AL TEATRO LE SERRE DI GRUGLIASCO

Tutto esaurito per l’Art Bucket Challenge!

di ilTorinese pubblicato lunedì 17 novembre 2014

Intervento toccante quello di Maurizio Motta,  autore dell’autobiografia intitolata ‘Solo con gli occhi’ nella quale racconta le difficoltà quotidiane che incontra un malato di SLA. Momento “magico” l’esibizione del Mago Alexander che, ricordando un suo spettacolo in Kenia, ha creato da un pezzo di carta una splendida nevicata

 

arte challenge
Al teatro ‘Le Serre’ di Grugliasco veniamo accolti da un gruppo di personaggi variopinti abbigliati in stile steampunk, che ci guidano all’interno del tendone che ospita l’evento. Aspettando che il pubblico prenda posto veniamo intrattenuti da un mago elegantissimo e bravissimo che, con maestria, ci stupisce con trucchi di prestidigitazione. Presentatore della serata Beppe Braida, che magistralmente conduce con professionalità e simpatia trasformando in spettacolo anche i piccoli inconvenienti tecnici dovuti alla complessità dello show.

 

Sul palco si alternano comici, gruppi musicali, cantanti e artisti circensi, che danno vita a performances di altissimo livello, con un impatto sul pubblico altamente emozionante.Significativo l’intervento del vicepresidente dell’ Associazione AISLA, Vincenzo Soverino,  e particolarmente toccante quello di Maurizio Motta, che è inoltre autore dell’autobiografia intitolata ‘Solo con gli occhi’ nella quale racconta le difficoltà quotidiane che incontra un malato di SLA.Momento “magico” l’esibizione del Mago Alexander che, ricordando un suo spettacolo in Kenia, ha creato da un pezzo di carta una splendida nevicata.

 

Sarebbe troppo lungo raccontare nel dettaglio le varie esibizioni, che hanno trascinato il pubblico in un’alternanza di risate, commozione e pathos, da quelle di Franco Neri a Claudio Sterpone, da Max Pieriboni a Gianpiero Perone, dai Rimozione Koatta ai Dayslived, da Bobby Soul ai Farinei dla Brigna, da Bianca a Keiko, da Ilenia Speranza al Clown Carillon. E tanti altri ancora… per un totale di 50 artisti.Una menzione particolare e doverosa ai Mammuth, ideatori e mentori dell’iniziativa che, oltre alla loro bravura indiscussa, hanno dimostrato di possedere una sensibilità verso questa malattia così terribile ed invalidante. È auspicabile che il prossimo anno ci si ritrovi ancora una volta per una seconda edizione di “Una secchiata d’arte per la SLA”.

 

Chiara Mandich
Maria Ferreri