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spettacoli dall’alto profilo qualitativo fino al 1° dicembre promettono di accontentare tutti i gusti.

Torinodanza 2017. Un mélange di gusti e stili dove si incontrano le diversità

di ilTorinese pubblicato giovedì 14 settembre 2017

Si è aperto martedì il Festival di Torinodanza 2017 realizzato dal Teatro Stabile di Torino con un classico senza tempo, Romeo e Giulietta. Lo spettacolo è firmato Angelin Preljocaj, coreografo di fama internazionale che per la sua intensità e capacità di contaminare stile classico e contemporaneo è stato paragonato al grande Bejart. Passione, conflitti sociali, ingiustizie, barricate fanno da sfondo a questo amore impossibile che continua a scuoterci, perché le barriere continuano ad attraversare il nostro pianeta. E lo sa bene Preljocaj che è nato in una famiglia albanese fuggita dalle persecuzioni del regime dittatoriale per rifugiarsi nella banlieue parigina. Ispirato dalla lettura del visionario capolavoro di George Orwell, 1984, Preljocaj proietta il dramma di Shakespeare nei regimi totalitari dell’Est. Tutto ruota intorno al contrasto fra due opposte fazioni: da una parte la classe dirigente e la milizia che hanno il compito di assicurare l’ordine sociale, incarnati dalla famiglia di Giulietta e dall’altra il popolo dei miserabili, rappresentato dalla famiglia di Romeo. In questa dittatura Romeo e Giulietta non possono legarsi per una legge che impedisce persino la libertà di innamorarsi. In un’ambientazione futurista, curata da Enki Bilal, che ricorda la Metropolis di Fritz Lang, i 24 ballerini accompagnati dalla solenne e travolgente musica di Prokofiev si muovono con movimenti scarni, marziali, precisi e dirompenti. Più sensuali e commoventi i gesti di Giulietta e Romeo interpretati dagli eccezionali Yuriè Tsugawa e   Jean-Charles Jousni. I due protagonisti indossano costumi bianchi di un candore che contrasta con le divise nere dei militari e i panni logori e colorati dei popolani, tutti curati dallo stilista francese Azzedine Alaïa.

 

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Il progetto fu creato nel 1990 per il Lyon Opera Ballet e fu subito un capolavoro che lanciò Preljocaj sulla ribalta internazionale. Lo spettacolo, andato in replica ieri sera,  è in collaborazione con la Francia in Scena ed è inserito in MiTo Settembre Musica e ha dato il via ad un programma ricco ed articolato che si compone in 16 serate fino al 1 dicembre. Ultima edizione per il direttore Gigi Cristoforetti che si sposterà a Reggio Emilia e ha commentato così questo cartellone: “Torinodanza ha sempre cercato di non limitare propria identità ad un gusto piuttosto che ad uno stile, e si è posto l’obiettivo di portare in scena dimensioni diverse della danza del nostro tempo. Per accompagnare in teatro pubblici diversi, generazioni e passioni differenti. In una fase storica nella quale la diversità è solo uno slogan e le convivenze sono spesso difficili, questo festival esprime un punto d’incontro davvero aperto”. E infatti gli spettacoli dall’alto profilo qualitativo presenti fino al 1° dicembre promettono di accontentare tutti i gusti. 24 spettacoli, 28 rappresentazioni, 9 fra prime nazionali e assolute, 4 coproduzioni, 15 compagnie ospitate provenienti da 7 diverse nazioni (Burkina Faso, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Spagna).

 

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È sufficiente citare il nome di alcuni coreografi per dare un’idea dell’alto livello artistico di questo festival: Angelin Preljocaj, Jiří Kylián, Hans van Manen, Lucinda Childs, Trisha Brown, Ohad Naharin, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Emio Greco, Sharon Eyal, Gai Behar. Da non perdere la prima assoluta di due spettacoli di Arteballetto e la Serata di Gala dedicata ai premiati di Danza&Danza, storica rivista fondata a Milano nel 1986. La Candoco Dance Company ci trasporterà nell’universo della diversa abilità nella danza e il Collectif Petit Travers ci proietterà in un mélange di danza e giocoleria. Ci sarà posto anche ad un omaggio al re dell’afrobeat, Fela Kuti, con Serge Aimé Coulibaly e al nuovo lavoro di Philippe Decouflé e Emio Greco con l’immortale Boléro. Torinodanza non dimentica i giovani talenti italiani: Daniele Albanese e Annamaria Ajmone che indagano nuovi linguaggi innovativi. Anche quest’anno la consueta Parata sabato 16 a Torino e il giorno dopo a Chàmbery darà il segnale di partenza del Festival. “La Parade Moderne” di questa edizione si ispira agli artisti della prima metà del Novecento: Magritte, Ernst, De Chirico, Léger, Munch, Arp, Brauner, Malevich.

 

Giuliana Prestipino

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