Torino, un safari tra i caffè da veri intenditori

speroni1E’ difficile sedersi in uno dei bar della città e non rimanere colpiti dal fatto che la miscela utilizzata è mediamente sopra la media italiana e probabilmente mondiale. Il servizio è (quasi) ovunque decisamente curato

Torino non è Vienna, ma quanto ai caffè non si può certo dire sia seconda a nessun altro luogo in Italia e nel mondo. Le due città si somigliano: parimenti eleganti, sono ricche di punti di incontro dove, in un passato ormai lontano, illustri intellettuali si incontravano per analizzare la situazione politico-culturale, mentre sorseggiavano aperitivi o bevande calde. A  Torino è difficile sedersi in uno dei bar della città e non rimanere colpiti dal fatto che la miscela utilizzata è mediamente sopra la media italiana e speroni8probabilmente mondiale. Il servizio è (quasi) ovunque decisamente curato: la tazzina è spesso accompagnata da una piccola pozione d’acqua la cui funzione è quella di pulire e preparare la bocca prima dell’arrivo della caffeina nella stessa. Alcune volte capita di osservare l’operazione inversa, ma, insomma, ognuno ha i suoi gusti.

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Nonostante il livello generale dei caffè torinesi sia alto, ci sono tre posti che fanno la differenza. Nell’incantevole cornice di Piazza Carignano, nei locali dell’ex Farmacia speroni2Bestente, sorge la succursale easy del ristorante stellato Del Cambio. Appena entrati vi accoglieranno gli arredi della tipica farmacia di inizio Ottocento con ripiani in legno scuro su cui sono posati i dolci medicamenti dell’anima: caramelle, sfoglie di riso, cioccolatini, bignè, torte, frutta essiccata. Ogni sorta di leccornia dolce e salata ha il suo angolo dedicato e la cucina a vista intrattiene i clienti come fosse una speroni5televisione gigante: impossibile resistere ai cuochi operosi che lavorano con precisione e creatività nella cucina condivisa con lo stellato della porta accanto. Sul bancone non mancano brioche di varia forma e contenuto, sfogliatine e biscotti per la colazione perfetta. Sedetevi sui tavolini di metallo della piazza, ordinate un caffè e una veneziana, tonda e ripiena di crema pasticciera puntinata di vaniglia e ricoperta di una spolverata di zucchero. Svegliarsi per fare colazione diventa il momento più piacevole della giornata.

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A pochi passi da qui, vicino alla Galleria Subalpina, sorge uno dei locali storici d’Italia, il caffè Mulassano. La leggenda speroni6narra che qui sia nato il tramezzino, nome che era stato assegnato da Gabriele d’Annunzio che era solito fermarsi in questo caffè per una tazzina e per il vermouth della casa che all’epoca era parecchio famoso e rinomato. L’ottima miscela utilizzata rischia quasi di far passare in secondo piano una chicca in stile liberty: basta alzare lo sguardo verso il soffitto per notare le nervature delicate, sinuose ed eleganti, ricche di fiori e foglie di vite. La tazzina dal profumo intenso appoggiata su un bancone di primi del Novecento e, poco distante, una particolare fonte speroni4di acqua sempre in stile liberty con cui i baristi riempiono le pozioni da servire ai clienti. Non mancate di dare un’occhiata alla bellissima vetrinetta ricca di tramezzini e panini di vario tipo: ce ne sono per tutti i gusti. Si va dal classico prosciutto e formaggio a combinazioni più raffinate di pesce e tartufo. Il posto giusto per fare una merenda salata, accompagnata da un ottimo espresso.

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Concept recente e dinamico, con uno sguardo sul mondo intero, Orso – Laboratorio Caffè si trova in speroni3San Salvario, vicino al mercato di Piazza Madama Cristina. Una mappa delle località in cui viene raccolto il caffè utilizzato nel locale troneggia su un’intera parete e fa sognare viaggi lontani e profumi speziati, avventure e racconti da mille e una notte. Assaggiare una miscela monorigine del speroni7Nepal, Nicaragua, Etiopia, Honduras e tantissime altre zone del mondo può far cambiare la percezione rispetto a questa bevanda. Non si tratta solo di “bere un caffè”, ma di vere e proprie degustazioni, dove vengono evidenziate le peculiarità di ogni chicco. Una volta assaporato quel nettare, non bisogna dimenticarsi di osservare il numero scritto nella tazzina e guardare qual è la previsione della sciamana direttamente sul cartellone. Inoltre, dietro al bancone si trova Giulio Panciatici, vincitore del Barawards 2016 per i suoi drink a base di delizioso caffè che si possono ordinare nelle serate denominate “Coffee in Good Spirit”. Per il miglior aperitivo a base di caffè di tutta la città (e forse del mondo intero).

 

Elisa Speroni

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