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Il protocollo prevede uno “sconfinamento”

Torino si allea con il territorio per l’emergenza cinghiali

di ilTorinese pubblicato martedì 28 giugno 2016

CinghialProvincia di Asti, Città Metropolitana di Torino, ATC TO5 e ATC AT1 collaboreranno per il contenimento della specie

La Provincia di Asti, la Città Metropolitana di Torino, l’Ambito Territoriale di Caccia TO5 “Collina Torino” e l’Ambito Territoriale AT1 “Nord Tanaro” hanno siglato un protocollo d’intesa che prevede interventi coordinati per il contenimento numerico dei cinghiali nei rispettivi territori di competenza.

Il protocollo prevede uno “sconfinamento” degli interventi: viene cioè autorizzata l’estensione delle operazioni di contenimento nei Comuni confinanti appartenenti al territorio di competenza degli altri Enti firmatari.

Le modalità delle operazioni verranno di volta in volta concordate dai soggetti attuatori degli interventi di controllo previsti dai Piani di contenimento adottati nel 2015 dalla Provincia di Asti e dalla Città Metropolitana di Torino.

“Siamo in una situazione di emergenza. – spiega Gemma Amprino, Consigliera metropolitana delegata all’agricoltura, all’ambiente e alla tutela della fauna e della flora – Le numerose segnalazioni su danni alle colture agricole e sugli incidenti stradali provocati dalla presenza di ungulati sulle arterie extraurbane hanno confermato la necessità di adottare procedure stabili di collaborazione con la Provincia di Asti nei territori al confine con la Città Metropolitana. In particolare è stata segnalata l’eccessiva presenza di cinghiali nell’Ambito territoriale di caccia AT 1 Nord Tanaro. Intendiamo monitorare e nel contempo diminuire la consistenza numerica dei cinghiali, per ridurre l’impatto negativo sulle colture agrarie ed il rischio di danni in genere. Gli interventi coordinati e contemporanei nei territori confinanti saranno effettuati nelle zone rurali, individuate nella programmazione della Provincia di Asti e della Città Metropolitana di Torino, in cui vi sono anomale concentrazioni di cinghiali. Tali concentrazioni causano un giustificato allarme sociale, oltre ai concreti danni alle colture e agli incidenti stradali”.