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Come tutti i torinesi sono contento se una squadra di Torino si afferma e viene conosciuta in tutta Europa. Purtroppo continuo ad essere pessimista sperando però che la realtà mi dia torto

Torino, non c’è pace per il basket

di ilTorinese pubblicato martedì 6 febbraio 2018

STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto

Anche Carlo Recalcati ha dato le dimissioni. In tre settimane si è consumata la sua esperienza. E allora perché accettare di sostituire Luca Banchi? Misteri del parquet. Eppure il nostro Chiarli ha avuto e ha dato molto al basket italiano. Nelle sue innumerevoli imprese é riusciuto a far giocare  la squadra e contenere la formica atomica, il mitico Pozzecco. Impresa non da poco. Eppure anche lui non ci è riiscito nell’ impresa di rilanciare Pms.Gia forse non tutti sanno che Auxilium non c’entra nulla con la squadra che gioca al palasport Ruffini, Pms che dieci anni fa comincia la sua corsa da Moncalieri per arrivare in seria A. E i dirigenti che hanno l’indubbio merito di aver riportato ai fasti passati il basket torinese riempiendo gli spalti di appassionati e tifosi. Dirigenti che hanno un altro merito, si ” mangiano ” un allenatore ogni 6 mesi. E nelle dimissioni di Recalcati Luca Banchi trova una ulteriore conferma nel voler alzare i tacchi. Situazione ingestibile, Chiarli non era più lui. Fiacco sia negli allenamenti sia nella gestione della panchina. Rusultato finale: una serie di sconfitte.Diciamolo in altri modi, non sufficientemente motivato. E allora ripetiamo la domanda: perché imbarcarsi in quest avventura? Forse la “mancanza dell’odore del parquet”, l’adrenalina delle scelte dei cambi. Insomma il governo di una squadra, una squadra fatta da campioni. Vero, come si dice, panchina corta ed infortuni hanno complicato. Ma si aspettavano i rinforzi.Non sembrava tutto compromesso…e forse tutto non é compromesso. Il campionato é ancora lungo.Ma mi sa che il problema non è solo la prima squadra. Mi senbra che sia la società che va a tentoni, senza un progetto – come si diceva una volta –  di lungo respiro. Cambiano allenatori come i giocatori con troppa frequenza. Sintomo di instabilità. Qualcosa che  fa acqua da tutte le parti .E ora i tifosi si stanno trasformando in nemici della società. Le vittorie sportive unificano. Le sconfitte disgregano. La promozione del vice allenatore , scelta interna, ha l’indubbio pregio di risparmiare non aggiungendo costi. E tutto passa dai futuri risultati delle partite.Almeno per ora. Poi la differenza, sia in positivo che in negativo, dipenderà dalle capacità di gestione societaria. Vi assicuro che non desidero essere un uccello del malaugurio.Come tutti i torinesi sono contento se una squadra di Torino si afferma e viene conosciuta in tutta Europa. Purtroppo continuo ad essere pessimista sperando però che la realtà mi dia torto.

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