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I PROTAGONISTI SONO I BAMBINI CHE SEMPLICEMENTE CON ENTUSIASMO E CONVINZIONE ATTRAVERSO I NUMERI E I COLORI TI DICONO CHE COSA SIGNIFICANO PER LORO I DIRITTI UMANI

“The Art of Rights”, tutti i colori dei diritti

di ilTorinese pubblicato giovedì 15 marzo 2018

Abbiamo partecipato all’inaugurazione della mostra   “The Art of Rights” dell’artista Sabrina Rocca. L’invito perviene da Maria Irma Ciaramella, avvocato torinese, amante dell’arte moderna e promotrice della serata inaugurale. Già, perché il “vernissage” si svolge nello studio legale dell’avvocato e dei suoi partners al numero 64 di corso Vittorio Emanuele II in Torino. Un luogo insolito, inedito -ad una prima impressione – ma poi entrando nell’elegante studio lo stupore svanisce: l’ampio ingresso, il corridoio lunghissimo che forma una lettera a “elle”,   le stanze ariose intervallate dalle ampie sale riunioni sono la magnifica cornice che accolgono e valorizzano tutte le opere pittoriche di Sabrina Rocca. E così tra una stretta di mano, un saluto e le presentazioni (sono intervenute oltre 400 persone) arriviamo nella “sala rossa” dove incontriamo Sabrina Rocca, il “clou” delle sue opere e il progetto “The Art of Rights” condiviso con Daniela Foresto e Max Judica Cordiglia.   L’introduzione alla novità artistica della pittrice è raccontata tecnologicamente da un video che colpisce l’immaginazione: i protagonisti sono i bambini che semplicemente con entusiasmo e convinzione attraverso i numeri e i colori ti dicono che cosa significano per loro i diritti umani. Sulla parete della sala campeggia una grande didascalia che riassume il progetto. A quel punto potremmo essere in un salone di Thyssen Bornemisza di Madrid.

 

Chiediamo all’artista pittrice di raccontare la storia del progetto

Nel giugno del 2017 sento l’esigenza di rappresentare in un’unica opera il momento storico e sociale che stiamo vivendo, unendo fotografia, video e pittura; e mi decido a voler realizzare un “quadro multimediale” del nostro tempo che porti a riflettere sul concetto dei Diritti Umani. Il riferimento concettuale è la Bandiera della Pace, usata spesso con poca consapevolezza da parte di chi la sbandiera. Partendo dalla Bandiera l’obiettivo artistico è quello di alzare l’attenzione e favorire la conoscenza e la consapevolezza sul tema dei Diritti Umani.

 

Sabrina, non è un’opera tradizionale: almeno il concepimento è diverso, innovativo….

Si voglio che l’opera non sia solo qualcosa da ammirare e possedere; l’opera è il percorso stesso di condivisione e riflessione che nasce dal dibattito, dalle domande e dalla partecipazione attiva dei bambini. Nel luglio 2017 incontro Daniela Foresto (fotografa ritrattista) e Max Judica Cordiglia (regista e documentarista) che sposano l’idea e il progetto può partire. “The Arts of Rights” nasce dall’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo del 1948, un documento davvero importante che tutti dovrebbero conoscere e che mai come oggi sono prevaricati: lo leggiamo tutti i giorni sui giornali internazionali e nazionali. Così ho deciso di utilizzare il mio lavoro e la mia sensibilità per supportare nel mio piccolo quelli che ritengo i valori fondamentali. Sapendo di poter contare sul supporto di Daniela e Max, ho iniziato a costruire e condividere l’ idea artistica e ad Ottobre una maestra di una scuola elementare ha accolto con entusiasmo il progetto. La Scuola Elementare è la Manzoni Nasi di Moncalieri.

E così inizia il primo passo…

Si… e a novembre comincia così un lavoro di preparazione da parte degli insegnanti con i bambini e contemporaneamente Daniela e Max si attivano per l’organizzazione della produzione video, fotografica ed artistica già prevista in calendario tra gennaio e marzo 2018. L’8 Dicembre scorso il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ricordato che il 2018 sarà l’anno del 70esimo anniversario dalla Costituzione della Carta dei Diritti Umani. Forse una coincidenza che conferma come l’arte possa essere davvero contemporanea? L’opera sarà costituita da sette quadri pittorici che rappresentano sette tra i diritti fondamentali dell’uomo.

 

Come si concluderà il progetto pilota?

Mi piace ricordare i diritti scelti dai bambini: “All human begins are born free, Equal in dignity and rights, In a spirit of brotherhood, Without distinction of any kind, Everyone has right of life”.

Ogni opera sarà il risultato dell’interpretazione pittorica che riuscirò a dare, su ciò che i bambini avranno dichiarato alle telecamere di Max, riguardo questi temi, e le loro espressioni immortalate dalle fotografie di Daniela.Questo è naturalmente l’inizio di un progetto che ci auguriamo di diffondere in altre scuole e possibilmente ovunque.

 

https://www.youtube.com/watch?v=0tiE9I-26K8

 

Sabrina Rocca, profilo di una artista torinese

Sabrina Rocca, nata a Torino, vive e lavora in Svizzera.

Dopo aver conseguito la laurea in Architettura, ha deciso di seguire le orme di suo padre e dedicarsi all’arte. Attraverso la sua produzione artistica ha voluto unire la sua due grandi passioni: l’arte e l’architettura. Luccicanti e multicolor, le opere di Sabrina Rocca seducono chi le guarda per il loro appeal accattivante e patinato. Paragonarle alle immagini cui ci ha abituato la pubblicità oggi sarebbe però un grosso errore, perché attraverso la riproduzione pittorica l’artista riflette sulla società contemporanea penetrandola in profondità al fine di carpirne le dinamiche interne, dinamiche che ad una visione superficiale e frettolosa rischiano di sfuggire. C’è una citazione di Max Beckmann che la stessa artista predilige e suggerisce la chiave di lettura del suo lavoro: “Se vuoi entrare in possesso dell’invisibile, penetra il più profondamente possibile nel visibile”. Il punto di vista di Sabrina, pur essendo attento e critico, al contempo non ignora il divertimento e la giocosità della vita metropolitana, catturando il fascino dei suoi colori, dei riflessi delle vetrine. La Rocca ha ereditato l’amore per il continente americano dal padre, che era un artista rinomato per le sue vedute di New York dall’alto. Lei è stata in grado di rielaborare questo background attraverso una prospettiva personale, svincolandosi dall’iniziale influenza della famiglia, aprendosi ad opere provocatorie impregnate di concettualità. Finestre, edifici e panorami incantevoli nei loro colori, segni rubati dalla principale strada, ci invitano a riflettere sul nostro modo di vivere, suggerendoci, con apparente leggerezza, una visione ottimistica ed una filosofia positiva della vita. Nella serie Gioie dell’infanzia , però, i suoi occhi guardano gli oggetti e i feticci del tempo perso, quel tempo in cui ognuno di noi era felice per le piccole gioie della vita di tutti i giorni, quando era sufficiente la magia di una pistola ad acqua o di una bolla di sapone per attivare un sorriso entusiasta. Qui ci sono le dolci, deliziosi e frizzante, qui è la Gummy Bear che in un impeto di nostalgia, che tutti noi vogliono di più, alla ricerca di quella sensazione di disperazione, un pianto ‘età della fanciullezza’.

– Biografia di Maria Livia Brunelli-

 

www.sabrinarocca.com

 

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Maria Irma Ciaramella, bellezza, classe e garbo

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Maria Irma Ciaramella è una donna dinamica. Avvocato torinese con studio in Torino in corso Vittorio Emanuele II 64. Civilista: specializzata in diritto commerciale. All’attività professionale affianca numerosi interessi: dalla cultura all’arte contemporanea, alla passione per l’equitazione, agli impegni nelle attività sociali nel mondo associativo.

 

 

Ci spieghi il connubio arte e diritto?

Arte e diritto sono due mondi solo apparentemente distanti. In realtà c’è un filo rosso che li lega, a volte indissolubilmente, come nel caso di Sabrina Rocca. Ogni sua opera identifica un tema, ne è la rappresentazione grafica, veicola un messaggio sociale forte. Il progetto che Sabrina con Daniela Foresto e Max Judica Cordiglia ha voluto presentare in studio “the Art of Rights” ne è la riprova. Il punto di partenza di tutto il processo creativo di “ The art of rights” è condividere con i ragazzi delle scuole di ogni grado una riflessione sui diritti traendo spunto dalla Dichiarazione dei Diritti Umani, la Carta di Parigi sottoscritta 70 anni fa. Gli amici artisti che abbiamo ospitato hanno risposto ad una “call to action” del Segretario delle Nazioni Unite, l’arte diventa uno strumento per contribuire a costruire consapevolezza e conoscenza dei diritti. Sabrina è una formidabile story teller anzi la definirei una story and right teller: con i suoi quadri racconta storie ed evoca i diritti: l’uguaglianza di genere, la libertà, l’esclusione sociale, la povertà, il diritto all’istruzione. Il binomio arte-diritto non è circoscritto all’opera di Sabrina Rocca, da ultimo mi sovviene il Calendario Lavazza 2018 “2030 What are you doing?” che attraverso 17 scatti del celebre fotografo Platoon identifica e valorizza il tema della crescita sostenibile e delle azioni per contrastare i cambiamenti climatici. Ma potrei andare avanti a lungo citando Shepard Fairey meglio noto come Obey, autore del manifesto elettorale di Obama “Hope”, e   il cosidetto artista invisibile Cinese Liu Bolin, noto per le sue performance hiding in the city , in cui tocca temi universali non solo dei diritti umani ma anche del rapporto tra pensiero e potere politico. In un contesto come quello nel quale viviamo siamo sempre più influenzati dai social media che ci invitano alla sintesi; la narrazione avviene sempre più attraverso le immagini che hanno un’efficacia comunicativa assai più diretta ed immediata delle parole: dunque l’immagine, sia essa una foto, un video, un dipinto, e’ in grado di rappresentare con potenza a volte inaspettata concetti complessi ed astratti come quelli giuridici. E’ una bella sfida per chi, come me, vive di parole, quella di tradurle in un’immagine: la più mirabile delle sintesi. Forse è per questo motivo che tra tutti i social media preferisco Instagram che mi porta ad un’esercizio intellettuale sempre gratificante e, poiché mi sembra che l’immagine, spesso scattata semplicemente con il cellulare, abbia come interlocutore il mondo intero mi induce a scrivere “caption”, didascalie in inglese, così l’esercizio è duplice!

 

Avete già ospitato in passato altre mostre nel vostro studio?

L’arte è sempre stata parte della mia vita e quattro anni fa in occasione dell’inaugurazione dello studio, che condivido con mio fratello Gianluca Ciaramella, Roberto Roggero, Luca Macchioni, Federica Ballario Cristiana Sardo e altri collaboratori dopo la ristrutturazione dei locali, abbiamo ospitato una mostra di fotografie da noi selezionate dagli archivi de “La Presse”. Si trattava foto che hanno segnato la storia recente come quella della Strage dei Soldati Italiani a Nassiriya che è negli occhi e nel cuore di tutti: il soldato in mimetica davanti alle macerie con la mano destra alla testa in un gesto che racchiude in sé l’orrore per la guerra. Non dimentichiamo che i nostri soldati erano in Iraq in operazione di peacekeeping, in ossequio di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.  Lo vedi che poi tutto può essere letto con la lente del diritto? Sarà deformazione professionale?

 

 No, anzi è un punto di vista interessante perché ciascuno vede nell’opera d’arte ciò che sa…

Mi piace pensare, come ha fatto il Procuratore di Torino Armando Spataro che non a caso ha sintetizzato il suo pensiero in un’immagine di auguri natalizi, che la giustizia possa essere percepita come nella foto di Norman Rockwell “The problem we all live with”: una bambina di colore, Ruby Bridges, alla quale la Corte Suprema aveva riconosciuto il diritto di frequentare la primary school di New Orleans, che ne aveva rifiutato l’iscrizione a causa del colore della sua pelle, ponendo così fine all’apartheid in Louisiana. La bambina, con atteggiamento fiero, è ritratta mentre è scortata da quattro agenti del Marshals Service, davanti ad un muro sul quale si legge la scritta Nigger: rappresentando l’orgoglio ed il coraggio di chi si affida soltanto alla legge. L’orgoglio e, a volte, il coraggio per noi, avvocati e magistrati con ruoli diversi ma con unità di intenti, di essere strumento per la realizzazione dei diritti. Per concludere anche noi avvocati – dice sorridendo – abbiamo risposto alla “call to action” del Segretario Generale Antonio Guterres: in fondo ospitare in studio mostre di artisti sensibili ai temi sociali come Sabrina Rocca contribuisce all’obiettivo di diffondere la conoscenza dei 17 obiettivi posti dall’ONU per la crescita sostenibile e alla divulgazione dei diritti umani.

 

Franco Maria Botta