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Realtà di eccellenza nel settore spaziale in Italia e fiore all'occhiello a Torino

Thales Alenia Space, i nuovi orizzonti dello spazio

di ilTorinese pubblicato sabato 13 ottobre 2018

“L’importanza di un’azienda come la nostra – spiega Walter Cugno, vicepresidente del Settore Esplorazione e Scienza della Thales Alenia Space – è tanto più evidente in un’epoca come la nostra in cui si è sviluppata una nuova concezione di “space economy”

Thales è presente in Italia dal lontano 1988 ed ha raggiunto ora i 2800 dipendenti nel Paese, operando nei mercati della sicurezza, dei trasporti, della difesa, dell’aerospazio e dello spazio, offrendo soluzioni tecnologiche nel mercato della gestione del traffico aereo, nel settore della difesa, nel mercato dei trasporti, in quello della sicurezza e, non ultimo per importanza, nel settore dello spazio. In questo campo offre competenze specifiche nei sistemi di telecomunicazione spaziale, navigazione, osservazione della Terra e della esplorazione.

 

“L’importanza di un’azienda come Thales Alenia Space – spiega Walter Cugno, vicepresidente del Settore Esplorazione e Scienza della Thales Alenia Space – è tanto più evidente in un’epoca come la nostra in cui si è sviluppata una nuova concezione di “space economy “. Il piano strategico Space Economy nasce dall’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per la definizione della politica nazionale nel settore spaziale. Con il termine “Space economy ” si definisce la catena del valore che parte dalla ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali che è definito “Upstream”, approdando fino alla generazione di prodotti innovativi denominati “downstream”, comprendenti servizi di telecomunicazioni, navigazione, posizionamento, monitoraggio ambientale e previsioni meteo”.

” Thales Alenia Space da più di quaranta anni – aggiunge Walter Cugno – progetta e fornisce soluzioni di elevata tecnologia nel campo delle telecomunicazioni, navigazione, gestione ambientale, scienza ed infrastrutture orbitali. Considera lo spazio come un orizzonte nuovo da cui partire per una serie di ricerche capaci di rendere la vita sulla Terra più sostenibile e migliore. La nostra azienda, la cui esperienza risale agli anni Novanta con il contratto per la costruzione dei 72 satelliti nella costellazione di prima generazione di Globalstar, ha vinto già nel 2014 quattro contratti per costruire cinque satelliti per telecomunicazioni, 125 satelliti, tre costellazioni ed un applicatore generale. Thales Alenia Space collabora inoltre con istituzioni prestigiose a livello internazionale, quali la NASA, l’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) e l’Agenzia Spaziale Italiana. All’inizio del 2016 è stata lanciata la prima missione dal nome ExoMars , in cui ciascuna navicella spaziale ha impiegato nove mesi per il viaggio da Terra a Marte, Venere, Marte, Titano e gli asteroidi. La seconda missione di ExoMars nel 2018 ha visto sviluppare da parte di Thales Alenia Space il sistema di progettazione del rover marziano e di navigazione e guida per il modulo orbitale e per quello di discesa. Si tratta di un laboratorio in grado di perforare nel suolo marziano a due metri di profondità e di prelevare i campioni. ” La nostra azienda”- conclude Walter Cugno – partecipa anche al programma Euclid, la nuova missione di cosmologia progettata dalla ESA ( Agenzia Spaziale Europea) dopo Planck, con lo scopo di studiare l’origine dell’espansione dell’universo. Thales Alenia Space nel corso del 2015, in qualità i primo contraente, ha concluso la selezione del team Industriale che si sta occupando della costruzione delle varie parti del satellite. Si avvale della collaborazione di oltre cento aziende provenienti da diciotto Paesi Europei. Euclid sarà in grado di produrre immagini e dati fotometrici per più i due miliardi di galassie, e spettri di decine di milioni di sorgenti. Si otterrà una mappa tridimensionale delle galassie e della loro evoluzione negli ultimi dieci miliardi di anni. Tra i subcontraenti nel progetto Euclid figurano Airbus Defence & Space di Tolosa, responsabile del modulo contenente il telescopio detto Payload Module”.

Mara Martellotta

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