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Il gioco delle tre carte

Tav: la Lega che fa, stacca la spina?

di ilTorinese pubblicato martedì 12 febbraio 2019
Di Ibis
L’ analisi costi benefici sul Tav Torino Lione è solo apparentemente una analisi tecnica sull’utilità o meno dell’opera, è piuttosto una presa di posizione politica del mondo contrario al Tav, dai puri e duri ai difensori delle lobby del trasporto su gomma e autostradale ( infatti compaiono anche i danni che ne possono derivare dal mancato pagamento delle accise sulla benzina e dei pedaggi ) . Le motivazioni ecologiche praticamente scompaiono: non sono considerate sufficienti, eppure gli ecologisti in gran parte militavano nel fronte No tav e si vedono scritto nero su bianco che è poca roba risparmiare il passaggio di migliaia di auto e Tir nella Valle di Susa con conseguenti scarichi venefici e sollevamento di polveri sottili.Come abbiamo già scritto , e come è stato più volte detto , se Cavour, e con lui il Parlamento subalpino ,avessero valutato in base alle potenzialità di traffico dell’epoca non avrebbero mai dato il via libera al traforo del Frejus. Quanti carri e carrozze scavallavano il Moncenisio? Quanti treni andavano da Torino a Genova?
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 E’ evidente che il Tav è l’ultimo baluardo di un movimento 5 stelle che perde vistosamente consensi e cerca di resistere nel ridotto dei puri e duri, mentre si appresta a negare l’autorizzazione a procedere contro Salvini e dovrà così far ingoiare un altro rospo alla sua base intransigente. Non gli resta che il Tav , dovendo cedere a denti stretti su Terzo valico e Tap, pedemontane e trivelle , e via dicendo. Intanto il movimento crolla clamorosamente nei sondaggi (che dicono anche che il 66% degli italiani è favorevole al Tav e solo il 25% e forse meno contrario.) .A Torino i sondaggi danno addirittura i 5 stelle al 13%, il 15% in Piemonte. Anche in Val di Susa si sa che i contrari al Tav sono minoranza. D’altronde la valle ha eletto un senatore leghista e un consigliere regionale favorevole come Ferrentino ( con le preferenze).
Il Piemonte e Torino rischiano grosso: la mancata realizzazione del Tav o il suo snaturamento sarebbero un danno grave e il Presidente Chiamparino ha detto che così “ si mette il Piemonte in un angolo”. In Consiglio regionale le forze favorevoli sono larga maggioranza. SI farà , ora, quel referendum, consultivo finchè si vuole, ma dal forte significato politico che darebbe la voce ai cittadini? A questo punto non si sa proprio come la Lega possa stare al governo: per fare qualche politica assistenzialista, una finta flat tax? Per ricevere i ringraziamenti del dittatore Maduro? Tutto il Nord , con la totalità delle associazioni produttive e la grande maggioranza del sindacato si è espresso. Quanto può durare la politica dell’eterna discussione per rinviare le decisioni? Come dice il proverbio a una certo punto “ i nodi vengono al pettine” e bisognerà decidere o pagarne il prezzo.
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Si è visto come sia ormai mobile l’elettorato italiano, pronto a dare e a togliere il consenso: lo ha pagato Berlusconi ma soprattutto lo hanno pagato la Lega di Bossi , Renzi, ora i 5 stelle. Quanto può durare il gioco delle tre carte di Salvini? La Lega staccherà la spina al governo per tornare alle elezioni? il governo giallo-verde d’altronde non è stato votato dagli italiani. La Lega era nel centro destra e su questa alleanza ha preso voti. Lo stesso centro-sinistra, che pare lentamente riprendersi, non può sostenere un governo con i 5 stelle : troppe le distanze programmatiche e, poi, la politica è impietosa : non si corre in soccorso dei perdenti.
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