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TOM TOM TORINO (1)

Il socialista Acciarini rivive in Santa Rita

di ilTorinese pubblicato sabato 4 aprile 2015

Acciarini

ALLA SCOPERTA DEI NOMI DI VIE E PIAZZE

Nel marzo del 1944 partecipò all’organizzazione, a Torino, del grande sciopero operaio contro la fame ed il terrore e proprio per questo, il 9 marzo venne arrestato dai tedeschi e rinchiuso nel carcere di S. Vittore a Milano. Morì  a Mauthausen il 1 marzo del 1945 stroncato dagli stenti e dalle fatiche

 

Ogni città ha la sua storia e il suo vissuto, esattamente come le vie, i corsi o le piazze che la compongono. Noi del “Il Torinese” ci siamo addentrati per le strade ed i luoghi di Torino per raccontarvi di quei “nomi” che ogni giorno vengono “abitati”, “visitati” e soprattutto “attraversati” da cittadini e turisti ma di cui, molto spesso, si ignora la storia. Vi accompagneremo all’interno dei quartieri torinesi per conoscere e scoprire quale avvenimento o quale personaggio si sia meritato un “posto ad honorem” all’interno della nostra città.

 

Quest’oggi parleremo di Via Filippo Acciarini (10137), situata in prossimità del quartiere di Santa Rita. La via, compresa tra via Boston e via Filadelfia, è abitata principalmente da condominii e da qualche piccolo esercizio commerciale.

 

Filippo Acciarini nacque a Sellano (Perugia) il 5 marzo 1888. Compì gli studi a Recanati, paese d’origine dei suoi genitori e lì, giovanissimo e militante, aderì agli ideali umanitari, classisti e non violenti del socialismo. Durante gli anni in cui frequentava il liceo la sua milizia politica creò delle serie difficoltà al padre, tanto che Acciarini fu costretto a lasciare gli studi e a trasferirsi a Roma dove venne assunto dalle Ferrovie dello Stato; in seguito nel 1913, venne trasferito nel compartimento ferroviario di Torino che diventò così la sua città di adozione.

 

Delegato al XVII congresso socialista, entrò nella direzione del “Grido del popolo” ed iniziò la collaborazione all’ “Avanti!” dai cui fogli descrisse alcuni momenti dell’ascesa al potere e delle violenze dei fascisti a Torino.Nel settembre del 1923 venne licenziato dalle Ferrovie per scarso rendimento e soprattutto per la sua propaganda sovversiva antifascista e sempre nello stesso anno, entrò nella redazione dell’ “Avanti!” dando così il via a due vigorose polemiche giornalistiche contro i comunisti torinesi. Verso la fine del 1926 dopo che venne sciolto il Partito Socialista Italiano e soppresso l’ “Avanti!”, Acciarini iniziò a lavorare per un comitato di soccorso in favore degli antifascisti colpiti da provvedimenti repressivi.Denunciato nel dicembre del 1927 al Tribunale speciale con l’imputazione di propaganda sovversiva, venne assolto nel luglio del 1928 per insufficienza di prove.

 

Essendo in difficoltà finanziare, iniziò a fornire saltuariamente collaborazioni letterarie a riviste quali “La Parola” o l’ “Enciclopedia della cultura italiana”, finché nel 1940 riprese l’attività politica cercando di ricostruire il partito socialista a Torino e nel Piemonte. Nel 1943 fu uno tra i fondatori del Movimento di Unità Proletaria (MUP) entrando in seguito a far parte della direzione del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria; nello stesso anno cominciò anche a collaborare per le notizie sindacali con il quotidiano “La Stampa” e successivamente gli venne affidata la redazione torinese del nuovo “Avanti!” del quale curò la stampa e la redazione clandestine.

 

Nel marzo del 1944 partecipò all’organizzazione, a Torino, del grande sciopero operaio contro la fame ed il terrore e proprio per questo, il 9 marzo venne arrestato dai tedeschi e rinchiuso nel carcere di S. Vittore a Milano. Dopo qualche mese venne trasferito nel campo di concentramento di Fossoli (Modena) dal quale, dopo neanche un mese, venne deportato nel Lager di Mauthausen. Morì proprio a Mauthausen il 1 marzo del 1945 stroncato dagli stenti e dalle fatiche.

  

(Nella foto la “Pietra d’Inciampo”,  “Stolperstein”, dell’artista tedesco Gunter Demnig dedicata a Filippo Acciarini, e posta in via Carlo Alberto 22)

Simona Pili Stella