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sul palcoscenico ad Arezzo

“Siddharta Rave on stage”, quando il romanzo si fa teatro

di ilTorinese pubblicato venerdì 29 marzo 2019

Un grande romanzo corale e cromatico dello scrittore torinese Federico Audisio di Somma  

 

Romanzo e teatro. Un binomio sicuramente vincente, dato lo stretto legame che accomuna questi due generi letterari. Ne era perfettamente consapevole, d’altronde, anche lo stesso Goldoni che scrisse che “Stanco delle loro insistenze (degli amici) finii col dire che invece di leggere un romanzo per cavarne una commedia, preferivo componne una con la quale si potrebbe fare un romanzo”. Un rapporto, quello tra romanzo ed opera teatrale, quindi, biunivoco nella storia letteraria. Ha scelto il palcoscenico lo scrittore torinese Federico Audisio di Somma per la teatralizzazione del suo ultimo romanzo, dal titolo “Siddharta rave”, nell’ambito di un progetto curato dalla critica d’arte aretina Liletta Fornasari. Ne è nata la performance dal titolo “Siddharta on stage”, che si terrà domenica 14 aprile prossimo alle 17.30, ed in cui sarà presente l’autore. La teatralizzazione è affidata ad Alessandro Marini. La cornice, molto suggestiva, sarà quella del Teatro Virginian, in via de’ Redi 12, ad Arezzo. La scrittura può avere differenti tonalità. Quella di Federico Audisio di Somma, noto scrittore torinese ed autore del recente romanzo “Siddharta Rave “, presenta tinte che si richiamano ad un post espressionismo in cui il forte impatto cromatico della pittura si traduce, in letteratura, nella necessità di raccontare la propria realtà interiore.

 

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Vincitore del Premio Bancarella nel 2002 con il romanzo “L’uomo che curava con i fiori”, Federico Audisio di Somma, medico torinese, con questo nuovo libro penetra perfettamente nella tradizione del “Bildungsroman”, cioè del romanzo di formazione, che trae le sue origini dall’età di Goethe e nel suo celebre Wilhelm Meister. “Siddharta Rave” è, infatti, un grande romanzo corale generazionale, non soltanto capace di trasportare nella grande potenza evocativa della musica e nella sua stretta connessione con il mondo della natura, ma anche in grado di condurre il lettore ad interrogarsi su temi forti, quali sono la vita, la malattia, la morte ed il passaggio generazionale. La musica è lo strumento, infatti, attraverso il quale generazioni diverse riescono ad incontrarsi e diventa una vera e propria colonna generazionale, riprendendo l’epopea degli anni Sessanta e Settanta, oggi tornata alla ribalta. Esperienze umane molto diverse si confrontano sotto forma di flashback e sono capaci di riunire, all’interno di una narrazione corale, i numerosi personaggi legati da un sottile fil rouge di una comune ragione esistenziale. Nel romanzo si intrecciano i temi della fede, del senso religioso, delle varie forme dell’amore con quelli dell’utopia, della malattia e della morte. Il protagonista risulta un Siddharta contemporaneo, capace di abbandonare il caos ed il disordine dove era fino ad allora vissuto, e di avviarsi in cammino verso la montagna incantata.

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