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Si tratta di Ifantria americana: insetto innocuo per l'uomo e gli animali

Segnalazioni di bruchi a Volpiano, non è processionaria

di ilTorinese pubblicato lunedì 3 settembre 2018

Al Comune di Volpiano sono pervenute alcune segnalazioni di cittadini circa la presenza sul territorio di insetti simili alla processionaria; particolarmente colpita è la zona della Vauda ma i bruchi erano già stati notati durante i lavori di sistemazione del verde pubblico dopo il nubifragio dell’8 agosto.

La verifica effettuata dall’agronomo incaricato dal Comune, Dario Grua, ha peròescluso che si tratti di processionaria, insetto che si manifesta in primavera e può provocare pericolose reazioni allergiche, bensì di Hyphantria cunea (Ifantria americana): «Si tratta – spiega l’agronomo – di un lepidottero defogliatore di origine americana presente oramai da anni sul nostro territorio, inerme ed assolutamenteinnocuo sia per gli  uomini sia per gli  animali domestici». Questo insetto, originario del Nord America, è stato segnalato per la prima volta in Lombardia all’inizio degli anni Ottanta e successivamente si è ampiamente diffuso nelle regioni del Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. La sua proliferazione è favorita dal clima, con inverni miti ed estati umide. «Il bruco della Ifantria – continua l’agronomo – ha una persistenza limitata, dato che subito dopo la fase in cui provoca i danni si incrisalida bloccando ogni attività. La durata della fase di defogliazione varia ma nel giro di 15 – 20 giorni il suo ciclo larvale si compie e con esso scompaiono anche i fenomeni più vistosi. In condizioni di infestazioni normali non si effettua alcun tipo di lotta accettando il danno da defogliazione come il minor male». Andrea Cisotto, assessore all’Ecologia del Comune di Volpiano, commenta: «Ci siamo attivati subito per valutare l’entità del fenomeno e i danni provocati. Nei prossimi giorni interverremo con prodotti biologici sulle piante vicino alle scuole e nei giardini pubblici, più per eliminare il fastidio visivo che per l’effettiva pericolosità di questo insetto. Tagliare i rami colpiti in questa fase, come sottolinea l’agronomo, invece è del tutto inutile perché la presenza dei bruchi non è localizzata e tra qualche giorno diventeranno farfalle».

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