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È un festival molto ricco che presenta un’ampia gamma di generi sia cinematografici sia musicali

Seeyousound svela il volto eversivo della musica

di ilTorinese pubblicato lunedì 29 gennaio 2018

Prosegue questa settimana al Cinema Massimo il giovanissimo festival che celebra il magico rapporto tra cinema e musica, il Seeyousound International Music Film Festival. Solo alla sua quarta edizione si è inaugurato in grande stile venerdì 26 gennaio con un’importante mostra che durerà un anno al Museo Nazionale del Cinema “Soundframes. Cinema e musica in mostra” e un film muto del realismo svedese, Ingeborg Holm di Victor Sjöström, accompagnato dal vivo dalla suggestiva musica di Corrado Nuccini, Iosonouncane e Enrico Gabrielli.

 

È un festival molto ricco che presenta un’ampia gamma di generi sia cinematografici sia musicali. Si passa dal biopic alla fiction, dal documentario al musical e non si fa distinzione tra musica classica, pop, jazz, folk o hip hop. In questo viaggio emozionante ci si riconcilia con la potenza eversiva e rivoluzionaria della musica, che può essere mezzo di riscatto, di salvezza, di lotta per i propri ideali, di punto di riferimento di una generazione. Per una manciata di ore ci si allontana così, nel buio della sala, dalla banalizzazione e appiattimento dei talent show, delle silent disco e delle piattaforme social che vorrebbero relegare la musica in una gabbia, quella del mero prodotto di consumo.

 

Nel weekend il numeroso pubblico ha potuto apprezzare tutti i film in concorso che sarà possibile rivedere ancora fino a domenica 4 febbraio. La qualità è molto alta perché i film provengono dai festival più importanti come Cannes, Amsterdam, Barcellona, Nyon. Nella sezione Long Play Feature i sei film in concorso sono un caleidoscopico viaggio attraverso la cultura, le tradizioni e le passioni di Argentina, India, Stati Uniti ed Europa. È presente anche il primo musical del festival, Stuck, interamente girato in un vagone della metropolitana di New York, dove troviamo un microcosmo dell’America contemporanea e dell’umanità tutta. Diversi gli attori noti in questo film a partire da Giancarlo Esposito nei panni di un senzatetto un po’ shakespeariano. A partire da questa edizione il premio Long Play Feature è intitolato alla memoria di Francesca Evangelisti, scomparsa recentemente, aveva regalato un prezioso contributo alla crescita del festival.

 

Ma le anteprime e le sorprese non mancano anche nelle altre sezioni. Fiore all’occhiello è la sezione Into the Groove, che racconta le storie delle icone che hanno segnato un’epoca e ispirato quelle successive. Nel film di Andreas Neumann e Josh Homme American Valhalla il racconto della genesi del diciassettesimo album di Iggy Pop “Post Pop Depression” diventa pretesto per parlare del rock di ieri e di oggi; nel film England is mine il regista Mark Gill ripercorre la vita di Morrissey, leader degli Smiths in una Manchester post industriale in cui il giovane Steven riesce comunque a trovare degli stimoli creativi; c’è posto anche per un omaggio alla cantante francese Barbara nel ventennale della sua scomparsa e ad un’altra icona femminile degli anni Settanta Betty Davis nel film They say I’m different di Phil Cox. Ciliegina sulla torta di questa sezione la prima “maratona-retrospettiva” della storia del festival dedicata a Tony Palmer, il più grande regista di film e documentari riguardanti la musica. Ha lavorato con attori del calibro di Laurence Olivier, Richard Burton, Vanessa Redgrave, Peter Sellers e immortalato le performance leggendarie dei Beatles, Frank Zappa, Pink Floyd, Maria Callas, Jimi Hendrix. Tre i titoli dedicati al grande regista che mercoledì 31 gennaio incontrerà il pubblico alle 21 al Massimo 3. Da non perdere Bird on a wire, un documento storico dell’arte di Leonard Cohen, riscoperto e ottimamente restaurato nel 2010 che mostra il talento di Palmer nel saper ritrarre i grandi della musica. Sempre in questa sezione ci sarà anche l’affascinante Isabelle Huppert questa volta nei panni di una cantante che sfida gli Abba in Souvenir.

Curiosa la rassegna Radioactivity che presenta cinque film incentrati sull’universo della radio. Gli appassionati di musica anni Ottanta non possono perdere Dare to be different, la storia di una piccola stazione radio di Long Island – NY che divenne trampolino di lancio del movimento musicale e culturale che va sotto il nome di new wave.

Quest’anno tanti sono gli eventi collaterali che fanno da cornice al festival che ha trovato una confortevole casa nel salotto prestigioso del Circolo dei lettori. Qui per tutta la durata della rassegna è possibile assistere a performance musicali e a incontri con esperti o protagonisti dei film in programmazione. In più ogni sera a partire dalle 23.30 il Circolo Amantes ospita l’After Festival con aperitivi e dj set e dove è possibile visitare la mostra “Kraftwerk – The man-machine experience” in onore del mitico gruppo tedesco passato lo scorso anno dalle Ogr e l’esposizione “Hip Hop Kemp Festival”. Il party conclusivo si terrà sabato 3 febbraio al Magazzino sul Po, ospite d’eccezione nelle vesti di dj Don Letts, musicista e regista inglese di origine giamaicana che venerdì 2 e domenica 4 febbraio presenterà il documentario di cui è regista “Two Sevens Clash” sull’intreccio di reggae e punk nella Londra del 1977.

Giuliana Prestipino