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DIRITTI UMANI E LIBERTA' DI STAMPA:

Scientology: “Quadro non confortante, ma qualcosa si muove”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 6 maggio 2015

Incontro con la partecipazione di aderenti al Buddhismo, Cattolicesimo, Federazione per la Pace Universale, Islam. Prendendo spunto dalla Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

scientologyE’ stato un incontro vivace e ricco di spunti interessanti quello che si è svolto lunedì 4 maggio, presso la Chiesa di Scientology di Torino con la partecipazione di aderenti al Buddhismo, Cattolicesimo, Federazione per la Pace Universale, Islam. Prendendo spunto dalla Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, che ricorre il 3 maggio di ogni anno si è discusso sul tema: “I Diritti Umani limitano la libertà di stampa?” La giornalista e scrittrice Enrica Perucchietti ha moderato i lavori iniziati con un breve intervento di Giuseppe Cicogna – portavoce piemontese della Chiesa di Scientology – che ha presentato la rivista intitolata “Una Voce per l’Umanità”, un resoconto delle iniziative di pubblica utilità svolte dai fedeli di Scientology in tutto il mondo in collaborazione con volontari di numerose altre associazioni laiche e religiose. L’avv. Fabrizio d’Agostini ha presentato un riassunto appassionante e significativo della storia della libertà di stampa e del suo sviluppo dagli albori della carta stampata fino all’era di internet.

 

scientology2Letizia Viarengo, teologa responsabile del dialogo interreligioso per la diocesi di Asti, ha esaminato le differenze di approccio tra lo studioso e il giornalista: il primo più scientifico ed equidistante, il secondo apparentemente più interessato a sottolineare i contrasti piuttosto che iniziative condivise anche molto importanti. “Un esempio palese – ha detto – è stato il silenzio sul convegno organizzato dall’Osservatorio sul Pluralismo Religioso il 18 aprile scorso a Milano animato dai rappresentanti di ben 13 tradizioni religiose.” Un quadro generale non confortante sulla situazione della libertà di stampa in Italia è quanto emerso dall’intervento del giornalista Vittorio Pasteris che ha esposto una classifica nella quale il nostro paese risulta tra le posizioni di classifica medio-bassa in Europa e nel Mondo. Ma – secondo il referente del Centro di Informazione Buddhista Bruno Portigliatti – le violazioni alla libertà di stampa si possono spingere ben oltre, come in Cina dove i continui abusi al diritto alla vita e alla libertà religiosa sul popolo tibetano vengono quasi completamente ignorati o censurati.  La tavola rotonda ha ispirato l’idea di realizzare un progetto che presto verrà realizzato per accrescere la conoscenza e pratica individuale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, evidentemente vitali per un giusto equilibrio nell’esercizio di diritti e libertà.