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presentato da Jean Daniel Rostan

Sbarca a Torino “Oculus”, elettronica in ambito medico per la formazione a distanza

di ilTorinese pubblicato mercoledì 28 ottobre 2015

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Lo introduce un team di medici flebologi che opera in ambito pubblico mutualistico seguendo tecniche innovative non invasive

 

Oggi un nuovo strumento innovativo, Oculus, consente di sfruttare la realtà virtuale immersiva per simulare esperienze specifiche, risultando prezioso anche in campo medico per l’aggiornamento tecnico. Questo dispositivo elettronico è stato presentato a Torino il 28 ottobre da Jean Daniel Rostan,  medico chirurgo che fa parte di VeinCareTeam, un team di medici che opera in ambito flebologico, e da un regista, David Arnaud.

 

Oculus è un rivoluzionario sensore per la realtà virtuale che consente di proiettare chi lo indossa in mondi esplorabili a 360 gradi. Nato su Kickstarter e comprato all’inizio del 2014 da Facebook,  Oculus è stato disponibile a partire dal 2015. Utilizzato in vari campi, quali quello del trekking virtuale, è stato già impiegato in Francia come simulatore in campo medico. Nel Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale Europeo Georges Pompidou di Parigi è stato filmato, infatti, l’inserimento di una protesi all’anca e il video è stato poi trasformato in una esperienza virtuale, la prima di questo genere.  Secondo i più recenti studi  la diffusione di questa apparecchiatura è in crescendo, anche grazie a marchi come Samsung, e risulta ipotizzabile un incremento della sua diffusione anche negli anni a venire.

 

Il progetto del primo video per Oculus in ambito medico in Italia verte sull’incontro tra due universi tecnologicamente all’avanguardia, per renderli reciprocamente funzionali. Da una parte figurano i più moderni strumenti di intervento chirurgico, affiancati da trattamenti non invasivi, per esempio in campo flebologico, dall’altra l’esigenza sempre crescente di divulgazione in campo medico.  A livello di didattica, infatti,  la formazione medica specialistica sta richiedendo un’attenzione sempre più crescente rivolta a modelli di intervento meno impattanti sul paziente e sulla sua qualità di vita. Formazione significa, quindi, anche rendere più comprensibili al medico generico i percorsi che il suo paziente dovrà affrontare, una volta che venga indirizzato verso un determinato specialista.

 

Oculus, quindi, diventa un prezioso strumento di supporto per VeinCareTeam, un gruppo di medici formato dai chirurghi Giorgio Ovidio Bitossi,  Daniele Maggio e Jean Daniel Rostan, nati tutti a Torino e laureatisi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia del capoluogo subalipino, e dal 2012 membri dell’American College of Phlebology. Questo team applica le più moderne tecniche e metodologie, già in uso a livello internazionale, per rendere quelli che un tempo erano veri e propri ricoveri delle procedure ambulatoriali, occupandosi anche di formazione nel settore medico. Opera a livello mutualistico a Torino presso il gruppo Humanitas all’ospedale Gradenigo e alla clinica Cellini e presso lo stesso gruppo anche in Lombardia. Uno strumento come Oculus,  grazie all’apporto del regista David Arnaud, da sempre specializzato nella ripresa di sport estremi, si sta rivelando preziosissimo per la formazione a distanza di personale medico,  con un’attenzione particolare al paziente,  alle sue esigenze e patologie connesse.

Mara Martellotta