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NEL 2015 L’AVANZO È DI 25 MILIONI DI EURO. 19 MILIONI PER IL FARMACO PER L’EPATITE C E 32 MILIONI PER INTERVENTI IN EDILIZIA

Sanità, la Regione annuncia l’equilibrio di bilancio. Infermieri critici sulle assunzioni

di ilTorinese pubblicato lunedì 24 ottobre 2016

molinetteCon gli ultimi sei bilanci aziendali approvati nella seduta della Giunta regionale di oggi (aziende ospedaliere universitarie San Luigi di Orbassano e Maggiore di Novara, azienda ospedaliera S. Croce di Cuneo e Asl TO4, Biella, Asti) la Regione Piemonte ha completato per il servizio sanitario regionale l’iter istruttorio di approvazione di tutti i bilanci dell’esercizio 2015.

“I conti sanitari 2015 rilevano una situazione di sostanziale equilibrio del sistema sanitario regionale, – scrive la Regione in una nota- dato confermato anche dai ministeri della Sanità e dell’Economia fin dalla riunione del 21 luglio scorso del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali al piano di rientro: dopo il conferimento delle coperture regionali per le spese non sanitarie (pari a 19,5 milioni di euro), si rileva un avanzo di gestione 2015 pari a circa  25 milioni di euro”.

“Un avanzo di gestione del servizio sanitario regionale realizzato nonostante la scarsità delle risorse finanziarie rispetto ai costi emergenti che nell’esercizio 2015 si sono resi necessari per “erogare più servizi appropriati ai cittadini”: ad esempio la copertura con risorse del Fondo sanitario indistinto della spesa netta dei farmaci innovativi per le terapie di cura dell’epatite C (pari a 19 milioni di euro) e la copertura di importanti ed urgenti interventi di edilizia sanitaria (pari a 32 milioni di euro, di cui 20 accantonati per finanziarie investimenti futuri)” spiegano all’Assessorato della Sanità.asl sanita

Per quanto riguarda l’andamento economico-finanziario del servizio sanitario regionale nel corso del 2016, sulla base del monitoraggio in corso sui bilanci delle aziende sanitarie si conferma (al secondo trimestre) il trend di sostanziale equilibrio che verrà verificato rispetto ai dati del terzo trimestre nel mese di novembre con i consueti incontri tecnici tra le aziende e la Regione.

Intanto il sindacato Nursing Up interviene polemicamente in tema di sanità:  “La Regione annuncia assunzioni fatte tra il 2015 e il 2016, ma negli ospedali non si sono viste” “Con gli annunci da propaganda si fa poca strada. Leggiamo che la Regione scrive di aver assunto in due anni, tra il 2015 e il 2016, 2600 persone in sanità, definiti “dipendenti” senza specificare quali. La verità dei fatti è che se non si contestualizzano questi dati, confrontandoli ad esempio con le perdite avute dal 2011 al 2014, nel numero di infermieri negli ospedali, non si avrà il quadro reale della situazione. La verità è che negli ospedali non è cambiato nulla perché, per ciò che riguarda gli soccorso cto ambulanza ospedaleinfermieri, si sono sostituiti solo alcuni di coloro che sono andati in pensione. E nemmeno tutti. Attendiamo di vedere cosa saranno queste 500 nuove assunzioni per il 2017, ma chiediamo all’assessorato più serietà, senza abbandonarsi alla facile propaganda fatta con dei dati parziali”.

 Lo sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up, il sindacato degli infermieri, commentando l’annuncio odierno della Regione di 2600 assunzioni effettuate tra il 2015 e il 2016. “Si parla di dipendenti e non d’infermieri – aggiunge Delli Carri –, infatti negli ospedali la situazione di criticità è sempre la stessa. Capiamo che l’Assessore sia impegnatissimo e, forse, anche in imbarazzo, nel dover trovare una giustificazione alla delibera che assegna l’aumento economico ai manager sanitari che già percepiscono stipendi molto alti. Ma non è diffondendo dati parziali, per fare mera propaganda e distrarre l’attenzione, che si fa un servizio ai cittadini. Invitiamo ancora una volta l’assessore, se dovesse mai trovare il tempo, a farsi un giro nei reparti degli ospedali per vedere con i suoi occhi la carenza di personale e il sacrificio necessario ai colleghi ogni giorno per curare i pazienti. Capirebbe quali sono le vere necessità della sanità e quale sia la differenza tra i “dipendenti” e gli infermieri”.

(foto:  il Torinese)