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la sua ricetta semplice e “alla pancia” del pubblico: “Chi è rifugiato abbia permanenza in Italia in condizioni degne non sotto un ponte o in una stazione ma chi non lo è vada a casa”.

Salvini-tour in Piemonte da Giaveno a Fubine, all’attacco di Renzi, Merkel e Chiamparino

di ilTorinese pubblicato martedì 7 luglio 2015

salvini giaveno

“Il dato più preoccupante non è il debito pubblico ma il saldo demografico che lo scorso anno ha fatto registrare 500mila nascite in Italia e 600mila decessi.  Un dato simile ci ha riportato nel 1917, ma allora l’Italia era in guerra , l’esercito era sul Piave per non fare passare lo straniero”

 

“Con quello che è avvenuto in un paese normale si dovrebbe andare sicuramente a nuove elezioni. Del resto una firma di centro – destra, che sia falsa o taroccata non è diversa da una firma di sinistra, che sia falsa o taroccata. I motivi per i quali si sta indagando sono più gravi di quelli che sono avvenuti nella precedente elezione, in quanto le presunte irregolarità non riguardano una lista minore, ma lo stesso Partito Democratico”. Matteo Salvini,  in t – shirt bianca con la scritta Giaveno in verde, ha tuonato domenica sia in Valsusa che in Monferrato, a Fubine, contro la giunta di Sergio Chiamparino ed il governo nazionale. “Chiamparino – ha detto – aveva detto che avrebbe battuto i pugni con il Governo nell’interesse del Piemonte, invece, sono aumentati i tagli alle regioni, e quindi al Piemonte, ed è stato succube a Renzi, come Renzi è succube alla Merkel e di quelli che comandano a Bruxelles”.

 

A Fubine, poi, arrivato dopo le ventuno, e subito assediato da giornalisti, cacciatori di autografi,  padani e non,  Matteo “il capitano” come lo hanno acclamato i suoi, sul palco della Festa della Lega di un paese storicamente “rosso” (ha dato i natali ad uno storico segretario del Pci, Luigi Longo, successore a Botteghe Oscure di Palmiro Togliatti) nella stessa area dove si svolgevano – e si svolgono tuttora – le Feste dell’Unità, ha commentato positivamente il risultato del referendum in Grecia, e ha declinato le cose che farà, usando l’indicativo futuro e non il condizionale, andando al governo: “Cancellare la legge Fornero, un’infamia che ha cambiato la vita a migliaia di persone, cancellare gli studi di settore, non fare pagare l’Imu sui terreni agricoli,  sui capannoni e sui negozi sfitti”. In più ha assicurato che ci sarà il massimo impegno per togliere il reato di tortura, anche psicologica, recentemente introdotto nella legislazione nazionale, per consentire alle forze dell’ordine di operare serenamente. “Non prometto molte cose, ma poche che devono però essere realizzate. E siccome tutti qui avete uno apparecchio e potete registrarmi, posso andare immediatamente in rete,  potrete sempre dirmi se andremo al governo e non lo faremo, Salvini ma cosa stai facendo…”

 

Ha poi fatto un accenno alla situazione  dell’emergenza immigrazione, partendo da lontano: “Il dato più preoccupante non è il debito pubblico ma il saldo demografico che lo scorso anno ha fatto registrare 500mila nascite in Italia e 600mila decessi.  Un dato simile ci ha riportato nel 1917, ma allora l’Italia era in guerra , l’esercito era sul Piave per non fare passare lo straniero.  Oggi,invece,  gli stranieri li vanno prendere in  mare e li portano in albergo ad Alessandria”. Quindi la sua ricetta, semplice e “alla pancia” del pubblico: “Chi è rifugiato abbia permanenza in Italia in condizioni degne, non sotto un ponte o in una stazione, chi non lo è vada a casa”. Poi in chiusura l’abbraccio con il “suo popolo”.

Massimo Iaretti

(Foto: il Torinese)