Home » prima pagina » In 70 mila al Gay Pride “istituzionale” con banda della polizia municipale e sindaco in testa
PARLA IL PROMOTORE DELL'INIZIATIVA ALESSANDRO BATTAGLIA: "MANIFESTIAMO PER I DIRITTI DI TUTTI. NON ACCETTO CHI NON ACCETTA MA LA MIA DIVERGENZA RESTA SUL PIANO DELLE IDEE"

In 70 mila al Gay Pride “istituzionale” con banda della polizia municipale e sindaco in testa

di ilTorinese pubblicato domenica 28 giugno 2015

pride2

 

Ieri  il corteo del Gay Pride, quello a carattere più istituzionale mai svoltosi a Torino, ha visto la presenza di 70 mila persone. La sfilata è stata aperta dalla banda musicale del corpo di Polizia municipale e, per la prima volta era presente il sindaco, Piero Fassino. Con il primo cittadino anche il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, assessori e consiglieri comunali e regionali. Non c’era il governatore Sergio  Chiamparino che, però, ha fatto sapere di sostenere l’iniziativa e l’iter delle leggi contro le discriminazioni. La sfilata partita da via Cibrario si è spinta fino a piazza Vittorio. Vi riproponiamo la nostra intervista ad Alessandro Battaglia, tra i promotori dell’iniziativa.

 

STORIE DI CITTA’  / di Patrizio Tosetto

Manifestate per i diritti di tutti? “Si, a differenza di chi vuole negare i nostri. Sicuramente non accetto ci non accetta. Ma il mio rimane sempre un atteggiamento che vuole limitarsi al mondo delle idee. Anche per questo Sabato è importante esserci.”

 

E dunque, sabato, tutti al corteo del Pride? Ovviamente chi crede che i diritti e doveri siano fondamentali per una moderna e civile convivenza. Almeno in questo caso la parola chiave è convivenza tra gli individui e le comunità. Non scindibile il rapporto tra diritti e doveri. Sarà presente anche il sindaco Piero Fassino ed è la prima volta che un primo cittadino di Torino partecipa all’evento. Alessandro Battaglia, classe ’71. Dal 1994 si interessa dei diritti degli omosessuali. Domanda iniziale e quasi di rito.

 

battaglia alessandroPerché hai iniziato questo impegno?

“Quando ho definitivamente elaborato il mio orientamento sessuale, un percorso interiormente difficile. Sono figlio di una tranquilla e classica famiglia operaia”.

 

Come sei diventato coordinatore del Pride? 

“Sono stato eletto, in quanto già membro, responsabile di Quore. Association for LGBT rights”.

 

pride1Cosa vuol dire questa sigla? 

“Lesbiche Gay Bisessuali Trans”. 

 

Variegato, il vostro mondo

“Assolutamente. Fa parte della nostra ricchezza. A mio giudizio sono importanti anche le associazioni di genitori. Non ti faccio l’elenco di tutti. Siamo tanti.”

 

Qualcuno eccede nel manifestarsi? 

“No, e francamente non capisco l’accanimento di chi vuole negarci”. 

 

Forse non siete ben accetti? 

“Insisto, non capisco proprio. Sicuramente non accetto ci non accetta. Ma il mio rimane sempre un atteggiamento che vuole limitarsi al mondo delle idee. Anche per questo Sabato è importante esserci.”

 

Manifestate per i diritti di tutti?

“Si, a differenza di chi vuole negare i nostri.”

 

pride4Siete una lobby?

“In  Italia potremmo esserlo, ma la difficoltà di ottenere risultati è sotto gli occhi di tutti. Diversamente da altri paesi, in particolare quelli di cultura e diritto anglosassone. Comunque non demordiamo.”

 

La problematica dei figli di coppie dello stesso sesso?

“Perchè mai problematica? Sono semplicemente figli. Il dire che sono gli atteggiamenti culturale ed ideologico a indurre l’omosessualità nell’individuo è semplicemente una bufala.”

 

Ammetto che andrei avanti a chiedere per voler capire,  fare confronti e raffronti. Alessandro in modo assolutamente cortese mi rammenta l’accordo iniziale di circoscrivere il tempo in relazione ai suoi impegni. Lascio un po’ mal volentieri. Ma gli accordi sono accordi……e dunque tutti sabato al corteo. Ovviamente  chi crede in una società con diritti e doveri. Per tutti.  

 

(Foto: il Torinese)