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AVEVA UN’AMMIRAZIONE PER LA TEMPRA TESTARDA DEI PIEMONTESI ED AVEVA SPOSATO UN COLTO MEDICO PIEMONTESE

Rosy Guarnieri sindaco di Albenga che amava Torino

di ilTorinese pubblicato domenica 11 marzo 2018

di Pier Franco Quaglieni

Tanti torinesi vanno in vacanza ad Albenga, città delle torri, città romana e medievale, come diceva il grande archeologo Nino Lamboglia. Molti torinesi si sono trasferiti dopo la pensione ad Albenga e hanno conosciuto l’on. Rosy Guarnieri, deputato appena eletto il 4 marzo e Sindaco della Città. Era chiamata la “zarina” per la sua straordinaria capacità di essere protagonista.  Con la morte crudele di Rosy Guarnieri avvenuta nella notte del 10 marzo al “Santa Corona” di Pietra Ligure dopo mesi di lotta contro un male inesorabile, viene a mancare una protagonista assoluta della politica ligure. Donne con il suo impegno, la sua determinazione , il suo coraggio, la sua onestà sono rarissime. La sua scomparsa crea un vuoto incolmabile. Con lei ho avuto un lungo rapporto di collaborazione quand’era Sindaco e di solida amicizia prima e dopo. Ha sempre collaborato intensamente con il centro “Pannunzio”. Pur esponente della Lega Nord era stata protagonista nel 2011 di grandi manifestazioni per il centenario dell’Unità d’Italia, spesso volendomi come oratore ufficiale. Siciliana di origine, credeva nei valori dell’Unità nazionale. E sentiva l’immigrazione incontrollata di questi ultimi anni come una minaccia alla identità nazionale, pur avendo stabilito  ad Albenga ,come sindaco, un ottimo rapporto con la comunità islamica formata di gente onesta che lavora duramente nelle campagne della Piana albenganese.  Ci fu con lei un profonda simpatia umana che la portò a scrivere di uno “splendido rapporto e di una proficua collaborazione tra noi”, quando il sindaco Fassino volle festeggiarmi nella sala rossa del Comune di Torino nel 2013. Rosy amava Torino e i torinesi, aveva un’ammirazione per la tempra testarda dei piemontesi ed aveva sposato un piemontese, un medico colto , umanamente molto attento e professionalmente capace.  Era una donna di “difficili costumi”, avrebbe detto Giovannino Guareschi , ferma nelle sue convinzioni , granitica nelle sue battaglie, con una profonda tensione morale. Un esempio di cosa debba essere l’impegno civile e la politica alta, nobile, appassionata. Ma era anche pronta a parlare e a discutere con tutti ed anche a riconoscere i suoi errori. Cosa rarissima che rivela la sua grandezza.

quaglieni@gmail.com