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Istanbul è il “portale che schiude mondi nuovi”

Rosso Istanbul

di ilTorinese pubblicato mercoledì 17 agosto 2016

ISTANBUL OZPETEKFerzan Ozpetek, grande regista, nato ad Istanbul e naturalizzato italiano, nel giro di pochi anni è diventato una delle punte di diamante del nostro cinema. Dai suoi esordi fino alle opere della maturità si è sempre avvertita la sua urgenza nel proporre un preciso ventaglio di temi: la famiglia ( allargata e “tradizionale”), la ricerca del sé e dell’altro da sé, il potere della memoria, la separazione, l’esotismo e l’erotismo. Chi non si è perso tar le immagini, i dialoghi, le storie de “Le fate ignoranti”, “La finestra di fronte”, “Mine vaganti” o “Magnifica presenza”? Ma, oltre alla delicatezza e all’originalità che esprime dietro alla macchina da presa, è stata una piacevole sorpresa scoprirne il talento come scrittore. Il suo primo romanzo , “Rosso Istanbul” ( al quale ha fatto seguito “Sei la mia vita”) è una straordinaria dichiarazione d’amore allaOZPETEK 1 città dov’è nato. Affacciata sullo stretto del Bosforo, Istanbul è il “portale che schiude mondi nuovi”, la città dai tanti nomi e dai tanti volti (Costantinopoli, Bisanzio, seconda capitale dell’Impero Romano). Ozpetek racconta un ritorno a casa che accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; OZPETEK 12della nonna, raffinata “principessa ottomana”; delle “zie”, amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante. Narra del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo intenso dei tigli e delle languide estati sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma è Istanbul ad afferrarlo, trattenerlo, incrociando il suo destino con quello di una donna. Partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini, senza conoscersi , si incontreranno nella città della Moschea Blu e della cristiana Aya Sofya, del Topkapi , del mercato delle spezie e del Gran Bazar. Una città oggi più triste per le imposizioni di Recep Tayyip Erdoğan, che ha stretto i cordoni delle libertà democratiche, ma al tempo stesso una città orgogliosa e tremendamente bella. Così come “Rosso Istanbul” è, senza dubbio, tra i libri più belli che abbia mai letto.

 

Marco Travaglini