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INAUGURA LA STAGIONE CON UNA PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Ritorno alle origini per la “De Sono”

di ilTorinese pubblicato lunedì 9 ottobre 2017
 
Martedì 10 ottobre 2017 ore 19.30 (conferenza) e ore 20.30 (concerto)
Conservatorio «Giuseppe Verdi», piazza Bodoni 6, Torino


Tre storici borsisti dell’Associazione, una prima esecuzione assoluta e un informale incontro con gli artisti prima del concerto – davanti a un caffè offerto al pubblico da Lavazza – sono i tratti distintivi dell’appuntamento che martedì 10 ottobre 2017 apre la nuova stagione di concerti della De Sono. Sono infatti il violinista Giacomo Agazzini, la violoncellista Claudia Ravetto e il pianista Gianluca Angelillo gli strumentisti che alle 20.30 saliranno sul palco del Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino: tutti beneficiari di una borsa di studio nei primi anni Novanta – tra il 1990 e il 1995 Agazzini si è perfezionato insieme agli altri membri del Quartetto di Torino a Fiesole e Stoccarda, Ravetto dal 1994 al 1995 ha studiato a Mannheim, mentre Angelillo ha frequentato il leggendario Conservatorio Čajkovskij di Mosca tra 1989 e il 1994 – svolgono oggi un’intensa attività concertistica oltre a essere titolari di cattedre di insegnamento in Conservatorio. Un concerto che non solo vuole attingere all’ormai ingente patrimonio di circa 250 borsisti sostenuti in quasi trent’anni di vita della De Sono, ma un’esemplare testimonianza di come Francesca Gentile Camerana, che della De Sono è fondatrice e direttore artistico, abbia sempre interpretato il legame tra l’Associazione e i giovani da essa sostenuti come un rapporto proiettato nel tempo, che non si esaurisce nella semplice erogazione di un sostegno finanziario durante gli anni di studio.

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Il programma della serata si snoda tra il barocco e la musica contemporanea, attraversando Romanticismo e Novecento storico. Si parte da Robert Schumann e i Sei studi in forma di canone op. 56; scritti originariamente nel 1845 per uno speciale tipo di pianoforte dotato di pedaliera, sono qui presentati nella trascrizione per pianoforte, violino e violoncello di Theodor Kirchner, amico e ammiratore della famiglia Schumann. Lavoro poco noto ed eseguito tra quelli che compongono il catalogo delle opere del compositore di Zwickau, rispecchiano mirabilmente gli interessi di Schumann per la polifonia, il quale proprio in quegli anni era alla ricerca di una sintesi tra le istanze della scrittura contrappuntista e quelle della sensibilità romantica. Un balzo nella Torino contemporanea ci porterà poi ad ascoltare in prima esecuzione assoluta la composizione di Andrea Chenna …di vento, di tempo e di suono…, 5 poesie per violino, violoncello e live electronics, che lo stesso autore descrive così: «Cinque poesie, lette dai loro rispettivi autori. Cinque poeti che affidano al microfono una possibile interpretazione, una tra le tante, infinite, però preziosissima perché arriva da chi su queste parole ha lavorato, ha cesellato, ha cancellato, ha sofferto. Ho preso queste registrazioni e ho scritto dei pezzi in cui i due musicisti (ma in realtà sono tre, perché sul palco ci sarà anche un vibrafono automatico, che suona proprio da solo e sarà incaricato di metterci in comunicazione con il mondo in cui ora abitano i poeti) fanno musica con le voci degli scrittori, con i loro ritmi e le loro intonazioni». La scrittura polifonica domina anche i tre successivi brani che aprono la seconda parte del concerto, con i Contrappunti n. 1, 17 e 4 tratti dall’Arte della fuga BWV 1080 di Johann Sebastian Bach, ultima fatica del compositore rimasta incompiuta (Bach si fermò a metà del ventesimo Contrappunto dei 24 programmati), in cui il concetto stesso di polifonia si spinge alle sue più estreme conseguenze consegnandoci un’opera senza destinazione d’organico. Chiude la serata il Trio in la minore op. 120 di Gabriel Fauré, composto a Parigi nel 1922 dal compositore ormai in età avanzata, due anni prima della morte e due dopo essere andato in pensione dalla carica di direttore del Conservatorio di Parigi che ricopriva dal 1905. Si tratta di un’opera ancora legata all’estetica impressionista, noncurante dell’eredità lasciata nel 1918 dalla morte di Debussy.

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Con questo concerto si inaugura infine un nuovo ciclo di incontri introduttivi affidati ad Andrea Malvano, che da quest’anno prendono il nome di Caffè con…, in virtù della collaborazione avviata con Lavazza, che in occasione di ogni incontro offrirà al pubblico una tazzina di caffè. Gli incontri si svolgono nella Saletta «Alfredo Casella» al primo piano del Conservatorio con inizio alle 19.30 e vedranno il coinvolgimento dei musicisti e dei compositori protagonisti del concerti. Il concerto e la conferenza, come di consueto, sono a ingresso libero.

I concerti e le attività 2017-2018 sono resi possibili grazie al sostegno dei Soci, degli Amici e di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Maserati, Fondazione Giovanni Agnelli, Reale Mutua, Banca Patrimoni Sella, Sadem Arriva, Ersel, Buzzi Unicem.

 
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