Home » prima pagina » I politici “graziati” dalla sentenza non mangiavano anche loro? Sì, ma erano tutti pranzi in buona fede
SPESE PAZZE A SINISTRA: "IL FATTO NON COSTITUISCE REATO"

I politici “graziati” dalla sentenza non mangiavano anche loro? Sì, ma erano tutti pranzi in buona fede

di ilTorinese pubblicato giovedì 15 gennaio 2015

consiglio lascaris
Per i magistrati i fatti contestati “non costituiscono reato” e sarebbe evidente la mancanza di dolo con cui sono stati spesi i fondi, anche per pranzi, cene e bar, stessa tipologia di spese che ha inguaiato i consiglieri dell’era Cota

 

La sentenza è di assoluzione per tutti gli imputati della seconda tranche di Spese pazze. Il gup Daniela Ruspoli ha accolto in toto, senza la minima eccezione, la richiesta dei pm che avevano chiesto l’assoluzione di tutti gli imputati “ripescati” nell’ambito di Rimborsopoli. Con questa richiesta la Procura di Torino aveva chiuso il proprio  intervento al processo bis degli ex consiglieri regionali del Piemonte. In questa ultima tranche i politici coinvolti erano quasi tutti del centrosinistra. Per i magistrati i fatti contestati “non costituiscono reato” e sarebbe evidente la buona fede con cui sono stati spesi i fondi, anche per caffè e ristoranti, stessa tipologia di spese che ha inguaiato i consiglieri dell’era Cota.

 

Erano rientrati nell’inchiesta il vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna, il segretario regionale Pd Davide Gariglio, l’assessore regionale Monica Cerutti, l’attuale senatore Stefano Lepri, Angela Motta, Eleonora Artesio (tutti delcentrosinistra), Gianluca Vignale,Giampiero Leo e Fabrizio Comba (centrodestra). Imputato anche Luca Pedrale, ex capogruppo di Forza Italia a palazzo Lascaris, ma la sua posizione è stralciata.L’ex governatore Roberto Cota, che inizierà a fine mese il processo a suo carico, insieme con decine di consiglieri del centrodestra coinvolti nella prima Rimborsopoli, aveva dichiarato alla vigilia di questa sentenza: “se assolvono la sinistra dovranno assolvere anche noi”. Chissà.

 

(Foto: il Torinese)