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André Breton : “ Mirò è “ il più surreale di noi tutti”

Riprende a Torino la stagione delle mostre d’autore

di ilTorinese pubblicato mercoledì 4 ottobre 2017

Mirò da oggi, 4 ottobre,è protagonista a Torino con la mostra di Palazzo Chiablese “ Mirò! Sogno e colore” e domani, 5 ottobre, alla Galleria Salomon con le sue litografie originali. La Galleria di via Torquato Tasso porta all’attenzione del pubblico un’altra produzione artistica del maestro catalano, proponendo, fino al 24 dicembre, una selezione di sue litografie originali : una quarantina circa, tutte realizzate nel periodo compreso tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Ottanta, gli anni di Maiorca, gli stessi rappresentati nella mostra di Palazzo Chiablese attraverso le sue tele e sculture. Vi si ritrova infatti lo stesso linguaggio espressivo, vivace, colorato, surreale, visionario. I soggetti delle litografie sono soli, lune, stelle, occhi, figure femminili, uccelli. Figure stilizzate che però nascondono, come spiegano alla Galleria, “ dietro un’apparente semplicità e leggerezza, un’essenza più complessa, espressione di riflessioni profonde e costantemente in ricerca della dimensione surreale”. A questo proposito ci sovviene la frase di André Breton : “ Mirò è “ il più surreale di noi tutti”. E il rapporto con i suoi contemporanei è testimoniato ad esempio dall’influenza che esercitò su di lui Gaudì. Ma non solo l’arte contemporanea lo affascinò : basti pensare alla passione per la grandiosità delle manifestazioni artistiche delle culture preistoriche; per la pittura rupestre; per l’arte pre-colombiana; per gli affreschi romanici della Catalogna… I decenni conclusivi della sua attività rivelano collegamenti con la pittura astratta americana e il potere su di lui esercitato dall’estetica e dalla filosofia orientale ( nel 1966 è in Giappone, a Tokyo e a Kyoto) . Gli ultimi anni ( 1956-1981) sono gli anni della revisione e del rinnovamento, in cui intensifica il grado di espressività, approdando a nuove forme di scrittura , attraverso l’utilizzo della ceramica, del disegno, della realizzazione di arazzi, dell’illustrazione di libri. E’ in questa fase – quella rappresentata nella sezione della mostra di Palazzo Chiablese intitolata “ Metamorfosi plastica” che si rivela un Mirò ribelle e anticonformista, un Mirò sperimentatore e innovatore al di là degli schemi.  I visitatori della mostra potranno anche addentrarsi nel suo atelier, ricostruito scenograficamente con gli oggetti originali in una parte degli spazi di Palazzo Chiablese, introdotti dallo stesso artista, che rivive in un pannello sagomato. Proprio quell’atelier che rappresentò uno spazio tutto suo, dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli nel periodo dei suoi ultimi anni trascorsi nella sua amata Maiorca.

Mauro Reverberi

(foto di Elena Patria, in alto  con la direttrice del Polo Museale del Piemonte, Dalia Radeglia)