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A quelli dalla carnagione scura come lei spettavano pochi posti in coda

La ribellione di Rosa Parks

di ilTorinese pubblicato lunedì 21 gennaio 2019

PARKSNella sua biografia, prima di morire nel 2005, scrisse: “Molti dissero che quel giorno non mi alzai perché ero stanca. Ma non è vero. Ero invece stanca di cedere”. La sua storia ispirò, tra gli altri, il film La lunga strada verso casa (1990) con Whoopi Goldberg

 

A Montgomery, capitale dell’Alabama, erano le sei del pomeriggio del 1° dicembre del 1955, quando Rosa Parks –  una sarta afroamericana di 42 anni-  prese posto nell’autobus giallo e verde della Cleveland Avenue, per rincasare dopo una giornata di lavoro. Un gesto normale, quotidiano, quasi banale se non fosse che per le assurde leggi segregazioniste dell’America degli anni Cinquanta, la donna ebbe la grave colpa di sedere nella parte sbagliata del mezzo, quella riservata ai “bianchi”. A quelli dalla carnagione scura, come lei, spettavano pochi posti in coda. Ma quei posti, quel giorno d’inizio dicembre di più di sessant’anni fa, erano tutti occupati e alla sarta non andava di affrontare un viaggio in piedi. Oltretutto, come segretaria della locale sezione del NAACP (l’associazione nazionale per la promozione delle persone di colore), non lo trovava più ammissibile. Così, sfidando le convenzioni sociali dell’epoca e gli sguardi di sbieco dei bianchi, prese posto nella fila di mezzo. Dopo alcune fermate, l’autobus era tutto occupato e alcuni bianchi rimasero in piedi. Fu a quel punto che Rosa Parks si vide intimare dall’autista James F. Blake l’ordine di alzarsi e cedere il posto ai primi. La donna si rifiutò e tenne una posizione ferma fino all’arrivo della polizia, che la trasse in arresto per condotta impropria e per aver violato le leggi di segregazione razzialePARKS2 della città. Il gesto della donna innescò un moto di sdegno e indignazione nelle comunità afroamericane che portò ad un boicottaggio dei mezzi pubblici, durato ben 381 giorni. A guidare la protesta c’era il pastore protestante Martin Luther King, che individuò nell’atto di ribellione della Parks la molla che diede vita al movimento dei diritti civili americani. L’anno seguente arrivò la prima importante vittoria: la Corte Suprema stabilì l’incostituzionalità delle discriminazioni razziali sugli autobus. Altre ne seguirono, come l’approvazione del Civil Rights Act del 1964.  Il gesto coraggioso di Rosa Parks, diventata la figura-simbolo del movimento dei diritti civili, venne premiato, nel 1999,  con la Medaglia d’oro del Congresso. Nella sua biografia, prima di morire nel 2005, scrisse: “Molti dissero che quel giorno non mi alzai perché ero stanca. Ma non è vero. Ero invece stanca di cedere”.La sua storia ispirò, tra gli altri, il film La lunga strada verso casa (1990) con Whoopi Goldberg.

 

Marco Travaglini

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