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NUOVI ASSETTI TERRITORIALI

La Regione riduce le Province che diventano quattro

di ilTorinese pubblicato giovedì 23 luglio 2015

Gli ambiti territoriali all’interno dei quali le funzioni saranno gestite in comune sono quattro: Città metropolitana, Cuneo, Asti-Alessandria, Vercelli-Biella-Novara-VCO

 

 

piemonte italiaLa Regione riorganizza le competenze e le funzioni delle Province con un disegno di legge approvato il 20 luglio dalla Giunta e che inizierà il suo cammino in Consiglio a settembre.Frutto di un lavoro impegnativo con le organizzazioni sindacali, i presidenti delle Province e il sindaco metropolitano Piero Fassino, il ddl configura uno scenario nuovo nel quale le Province gestiranno le funzioni loro delegate in collaborazione. Gli ambiti territoriali all’interno dei quali le funzioni saranno gestite in comune sono quattro: Città metropolitana, Cuneo, Asti-Alessandria, Vercelli-Biella-Novara-VCO.“Il disegno di legge regionale non fa riferimento solo alla Del Rio, ma anche alla riforma del Titolo V della Costituzione, in discussione in Parlamento, di cui anticipa i soggetti di area vasta; stiamo di fatto operando una riorganizzazione complessiva della amministrazione pubblica in Piemonte”, commenta il vicepresidente Aldo Reschigna.

 

Il provvedimento riconosce il ruolo forte della Città metropolitana, lasciandole la delega alla formazione professionale, che nel caso delle altre Province torna in capo alla Regione. “Se il ruolo della Città metropolitana è anche quello rigovernare i sistemi economici, la formazione professionale è uno strumento importante per quel governo”, sottolinea Reschigna. Alla Città metropolitana viene assegnato anche il ruolo di soggetto gestore delle zone di protezione speciale e dei siti ambientali di importanza comunitaria. Oltre alla formazione professionale, torna in capo alla Regione anche la delega sull’agricoltura, come per altro richiesto anche dalle organizzazioni di settore per evitare la frammentazione e agevolare la gestione del nuovo Piano di sviluppo rurale.

 

Al VCO viene riconosciuta la specificità montana, titolo che divide con le Province di Sondrio e Belluno per le caratteristiche del territorio eMONTAGNA PIEMONTE l’essere confinante con un altro Stato. Le deleghe che derivano sono la forestazione, gli usi civici, l’energia su biomasse e le attività estrattive. Reschigna precisa che “il VCO parteciperà anche alla programmazione della formazione professionale per la sua natura transfrontaliera e la necessità di formare il personale che lavora nel Canton Ticino e nel Canton Vallese, attualmente 6500 cittadini”.Restano aperte due questioni, che attendono la conversione del decreto legge sugli enti locali per poter essere definite e saranno chiarite nella discussione in Consiglio: il futuro dei centri per l’impiego e la polizia provinciale.

 

Un capitolo importante riguarda il personale, che passerà alla Regione in ruolo separato, come prevede la legge Del Rio, per poter essere messo a disposizione con convenzione alle Province e alla Città metropolitana. Al momento dell’entrata in vigore della legge nazionale lavoravano per le Province piemontesi 4150 dipendenti, con un costo di 162 milioni di euro. Attraverso la mobilità agli altri enti locali e la dichiarazione di eccedenza, da risolvere con il pensionamento con le norme pre-Fornero, la previsione è di arrivare a 3819 entro il 2016, per un costo di 146 milioni. “Occorre però rilanciare la mobilità e l’utilizzo della pre-Fornero, se non si vuole che i costi del personale sottraggano troppe risorse alle politiche sia in Regione, sia nelle Province e nella Città metropolitana – sostiene il vicepresidente – E’ possibile ipotizzare che con questi strumenti si possa arrivare a 3500 dipendenti, in modo da non incidere troppo sui costi”.

 

PIEMONTELe intese con le singole Province per i contingenti numerici saranno assunti entro settembre. Il rientro in Regione di circa 1300 dipendenti (289 solo in agricoltura) inciderà profondamente sulla organizzazione dell’ente: per quanto riguarda le risorse, Reschigna evidenzia che “per il 2015 la Regione metterà a disposizione delle Province 51 milioni di euro, in linea con i livelli delle Giunte Ghigo e Bresso, progressivamente calate, fino ad arrivare ai 9 milioni iscritti a bilancio nel 2014 dalla Giunta Cota, e da noi portati con l’assestamento a 25. Lo sforzo che facciamo questo anno è notevole, con l’assestamento dovremo trovare altri 11 milioni per giungere a quota 51. Da settembre a dicembre ci aspetta un lavoro enorme, che inciderà profondamente sull’organizzazione della Regione. Dovremo definire gli accordi sul personale che sarà a nostro carico, e ripianificarci perché molti lavoreranno in sedi decentrate. Ma il passaggio dovrebbe riguardare anche i Comuni”.

 

 

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