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PRISMA / di Paolo Turati

QUANDO REDDE RATIONEM IMMEDIATO (E QUANDO NO): I TRAGICI FATTI DI PIAZZA SAN CARLO A TORINO

di ilTorinese pubblicato giovedì 29 giugno 2017

La tragica vicenda di Piazza San Carlo a Torino mette ulteriormente in evidenza, con l’iscrizione nel Registro degli indagati della Sindaca Chiara Appendino lesioni anche gravissime (cui si compendierà evidentemente, d’Ufficio o su denuncia dei famigliari, l’Omicidio colposo), come, dal punto di vista penalistico, i presunti responsabili di reati di sangue, ove individuabili univocamente( in questo caso la Sindaca, oltre che da un punto di vista di responsabilità oggettiva, aveva avocate a sé le deleghe per la Sicurezza in Città), vengano, com’ è ovvio, perseguiti dalla Legge, nella fattispecie su denuncia di vari offesi dal reato, con rapidità maggiore rispetto agli altri tipi di reato. Immagino, ma non sono un giurista, sia corretto, non di meno c’è da sottolineare un’ironia della Sorte: mentre molti, da tempo, immaginavano di vedere indagato il precedente Sindaco Piero Fassino per i noti “disallineamenti” contabili negli ultimi Bilanci della propria Amministrazione tuttora al vaglio della Magistratura (ovviamente, in questi casi, gli accertamenti sono annosi e complessi), l’iscrizione nel Registro degli indagati della giovane neo Sindaca ha mostrato come le omissioni( in questo caso, più che per supponenza, probabilmente per quell’ insipienza giovanile che ci ha colti più o meno tutti in quel momento della nostra vita) possano portare ad un quasi immediato redde rationem (anche civilisticamente: in caso, come pare, di carenza assicurativa, la Corte dei Conti potrà comminare anche sanzioni pecuniarie personali che, nella fattispecie, si preannunciano come imponenti). Poco da contestare o da aggiungere, se non il dispiacere di vedere Torino continuamente( e proseguirà a lungo: tra le varie, ben si sono a questo punto guardati dallo scegliere la nostra città come sede delle finali di Federation Cup e Coppa Davis di Tennis) sovraesposta negativamente sui Media di mezzo Mondo (quell’onda di folla impazzita, ormai virale, farà tristemente Storia), su quanto detto, c’è non di meno da confidare che al più presto il Legislatore produca un impianto penalistico in base a cui anche i “pericoli” di commissione di reati di sangue siano perseguiti immediatamente e severamente: si pensi ai femminicidi “annunciati”, agli assassinii “evidentemente minacciati”(ad esempio per racket o per disastro ambientale) e alla possibilità di difendersi da parte del cittadino a difesa della propria persona, dei propri cari e delle proprie cose senza quei dissennati attuali criteri di proporzionalità che non sono praticamente mai coerenti con le tempistiche di azione-reazione.

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