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Venerdì 22 settembre

Quale futuro per le partecipate?

di ilTorinese pubblicato mercoledì 20 settembre 2017

A Torino un convegno, organizzato da Anci Piemonte, Ordine dei Commercialisti di Torino e Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta, fa il punto sulla riforma delle partecipate alla luce delle novità introdotte all’inizio dell’estate da un decreto del governo. In Piemonte ve ne sono oltre 600. Entro il 30 settembre gli enti locali devono presentare i piani straordinari di razionalizzazione.

 

Si avvicina una data importante per le società a partecipazione pubblica, quella complessa e articolata galassia di oltre 9 mila aziende ed enti , spesso sotto accusa per costi e inefficienze, ma che rappresenta anche un settore fondamentale sia in campo industriale sia dei servizi alla persona e ai territori: il 30 settembre è il termine ultimo per le pubbliche amministrazioni per presentare i piani straordinari di razionalizzazione di queste società e indicare eventuali eccedenze di personale. Secondo gli ultimi dati disponibili, in Piemonte le partecipate sono più di 600, di cui attive oltre 500 con 50 mila addetti. Solo il Comune di Torino ne ha 115. A pochi giorni da questo primo importante banco di prova per Regione, Comuni e altri enti locali, tecnici del governo, magistrati, politici, manager pubblici e rappresentanti delle professioni partecipano a un convegno organizzato dall’Anci Piemonte, dall’Ordine dei Commercialisti di Torino e da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta su

 

IL TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA ALLA LUCE DEL DLGS. 16.6.2017 N. 100 – Venerdì 22 settembre (14.30 – 18.00) Auditorium Città Metropolitana di Torino – corso Inghilterra 7

 

“Al centro dell’incontro – afferma DAVIDE DI RUSSO , Vicepresidente nazionale dell’Ordine dei Commercialisti, che sarà uno dei relatori – ci sono le novità introdotte dal decreto correttivo n. 100, approvato a inizio estate dal governo, col quale entra a pieno regime il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica che rappresenta lo sforzo di fornire un nucleo normativo organico e uniforme. Dopo il 30 settembre si avrà finalmente un quadro più preciso di questo mondo, anche perchè sono previste sanzioni per gli enti pubblici che non presenteranno i piani richiesti”.

 

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