Home » prima pagina » Qualcosa di concreto al G7: nasce a Torino la “tac del futuro” per salvare le opere d’arte
Ideata dall'Università di Torino che in occasione del G7 della Scienza ha reso noto alla comunità internazionale il progetto per realizzarla

Qualcosa di concreto al G7: nasce a Torino la “tac del futuro” per salvare le opere d’arte

di ilTorinese pubblicato giovedì 28 settembre 2017

Sarà operativa nei  luoghi colpiti da calamità naturali o guerre, per recuperare le opere d’arte danneggiate.

 

Si tratta della modernissima  Tac,  ideata dall’Università di Torino che in occasione del G7 della Scienza, ha reso noto alla comunità internazionale il progetto per realizzarla. Con l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare e il Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale, mette a disposizione l’intera documentazione. Ai ministri del G7  il rettore Gianmaria Ajani e il responsabile dell’Innovazione e della Competitività Germano Paini, hanno illustrato la fattibilità della innovativa macchina (trasportabile) capace di intervenire su opere e manufatti di grandi dimensioni anche in pietra e marmo. Nel  2012 al Centro della Venaria si mise in funzione la Tac che  permise di scoprire i  segreti dei sarcofagi del Museo Egizio, del  Crocifisso ligneo di Donatello della Chiesa dei Servi Padova e della Crocifissione del Tintoretto.