Home » ECONOMIA E SOCIALE » Qualche considerazione sull’uso della fascia tricolore
Una circolare del Ministero degli interni ai prefetti richiama il dovere di indossarla “con consapevolezza e decoro” il che toccherebbe anche l’abito indossato da chi porta la fascia

Qualche considerazione sull’uso della fascia tricolore

di ilTorinese pubblicato domenica 7 maggio 2017

Di Pier Franco Quaglieni

Il vice sindaco di Torino Guido Montanari, guru della decrescita felice, è sfilato nel corteo NO TAV , dichiarando che lui sfilava con la fascia tricolore in “rappresentanza della Città che ha votato una maggioranza NO TAV”. Una dichiarazione sbagliata che rivela poco senso delle istituzioni perché il vicesindaco ,facente le  funzioni del sindaco impedito, quando indossa la fascia tricolore, rappresenta tutta la Città, non solo la maggioranza. Montanari è in buona compagnia perché molti sindaci valsusini indossano la fascia per manifestare contro l’alta velocità ferroviaria, ormai da anni. A mio modo di vedere un abuso che andrebbe sanzionato. Forse questi sindaci dovrebbero rileggere  le norme che regolano l’uso della fascia che riguarda esclusivamente le occasioni ufficiali, istituzionali. In una parola ,le iniziative promosse dal Comune o altre manifestazioni  di carattere istituzionale a cui partecipano in rappresentanza della loro città. Una circolare del Ministero degli interni ai prefetti richiama  il dovere di indossarla “con consapevolezza  e decoro” il che toccherebbe anche l’abito indossato da chi porta la fascia. Certi abbigliamenti casual  non appaiono infatti consoni. Chi ricopre una carica pubblica  , dice l’articolo 54 della Costituzione , deve ispirarsi a “disciplina e onore”. È in quel contesto che va considerato anche l’uso della fascia  che ,dopo la infausta riforma del titolo V della Costituzione, consente di aggiungere al simbolo della Repubblica, quello del Comune. Ma i sindaci non devono mai dimenticare la loro funzione di  capi dell’amministrazione e di ufficiali di governo. Quest’ultima  funzione e’ caduta nel dimenticatoio. 

Quella sciarpa rappresenta l’unita’ giuridica dello Stato. Aver sottratto i sindaci al giuramento prestato davanti al prefetto, che ha rappresentato un’affermazione delle autonomie locali, ha forse fatto perdere di vista che il Sindaco deve saper esercitare una funzione pubblica senza appiattirsi nel settarismo di parte e nel localismo tanto amato dai leghisti. Altrimenti  quella fascia tricolore  possiamo utilizzarla anche per avvolgere  gli asparagi di Santena, durante la fiera, spesso cinti da un nastro tricolore. In cinque anni di mandato solo due volte ho indossato la fascia: il matrimonio di un amico che sposo’ la donna sbagliata e ricordo’ quel giorno con fastidio fino a che non riuscì a divorziare. Un’altra volta, quando andai ad una manifestazione del IV novembre che allora non veniva di norma  celebrato perché considerato festa della Vittoria e quindi da rifiutare  in quanto militarista e nazionalista. Ma allora, anche negli anni terribili del nascente terrorismo e della contestazione violenta, i sindaci, anche quelli comunisti, avevano il senso delle istituzioni barcollanti che oggi mi pare ci sia molto meno.