Home » CULTURA E SPETTACOLI » Professori e alunni indolenti, la famiglia è centrale
LA SCUOLA OGGI

Professori e alunni indolenti, la famiglia è centrale

di ilTorinese pubblicato giovedì 17 settembre 2015

MATURITA STUDENTESSAtosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

Appartengo ad una generazione i cui padri e madri davano sempre ragione agli insegnanti. Adesso i telefonini hanno complicato le cose. Sono elemento anche di tensione tra i professori e le famiglie

 

Ho letto l’articolo pubblicato sul “Torinese” dalla brava Tersilla Garella (rubrica MODA & Modi – ndr) e sicuramente non ci sono simpatici coloro che difendono le indolenze dei giovani, in particolare quando sono scolari. Appartengo ad una generazione i cui padri e madri davano sempre ragione agli insegnanti. Adesso i telefonini hanno complicato le cose. Sono elemento anche di tensione tra i professori e le famiglie, fortunatamente  solo alcune e non tutte. Giacché questo è, a mio modestissimo parere, il punto focale della questione. Dietro – o davanti, come preferite – ad un giovane scolaro c’è una famiglia. Tradizionale e non, sia ben chiaro.

 

Il rapporto con l’istituzione scuola è di tutta la famiglia. Veniamo al caso concreto di mia figlia, che è stata promossa. Non ci ha mai fatto mancare l’ebrezza del rimando, con le relative vacanze estive passate nel dirle : mi raccomando studia! E la la relativa risposta: lo so, mica sono una bambina. Ora si cambia liceo scientifico, dal Volta all’Einstein. Il primo anno di Scienze, a settembre, credeva di ritrovare il professore che aveva ottenuto il trasferimento. L’esame è consistito, anzi non è consistito, in una chiacchierata scherzosa ed amabile con altri professori di altre materie. Quest’anno, nel confronto, siamo su un altro pianeta.

 

La materia: Matematica. Qui la prof che la rimanda, dopo gli scrutini va in pensione. Tiene i successivi e gratuiti corsi di recupero. Ad agosto, via mail,  si tiene in contatto con gli studenti rimandati. Rientra due giorni prima dalle vacanze per interrogarli sincerandosi che abbiano studiato. Si chiama Raffaella Berardi. A cui va tutta la mia stima e quella della mia famiglia, in particolare di Sara. Ogni altro commento è inutile. La radicale diversità dei due casi è lampante.