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Gli archeologi hanno anche scoperto dei corpi avvolti in una sorta di sudario con le braccia posate sull’addome

Presenze longobarde a Collegno: 568 – 2018

di ilTorinese pubblicato venerdì 22 giugno 2018

Oggetti preziosi, gioielli, armi, case, tombe e corredi funerari ci ricordano che a Collegno si trova una delle più belle e interessanti necropoli longobarde presenti in Italia. Un immenso cimitero pietrificato da 1450 anni. Sono trascorsi quasi 15 secoli da quando i Longobardi di Re Alboino invasero nel 568 d.C. con oltre 100.000 guerrieri il nord della penisola italica. Occupato il Friuli, dilagarono in Veneto, entrarono in Lombardia e raggiunsero il Piemonte nel 570. E sono passati sedici anni dalla primavera del 2002 quando nell’ex campo volo di Collegno, durante gli scavi della metropolitana di Torino, vennero alla luce ori, armi e spoglie dei Longobardi che presero la città. I cantieri del metrò riportarono in superficie un intero villaggio con il cimitero dove vissero e furono sepolti i guerrieri di Alboino e i loro discendenti. È una delle più importanti scoperte archeologiche compiute in Piemonte con un interesse storico, economico e sociale che va ben oltre i confini nazionali. Dopo aspre lotte e lunghe peregrinazioni il popolo dalle lunghe barbe attraversò il territorio friulano ed entrò a Cividale del Friuli nella Pasqua del 568. Trovarono una penisola logorata dalle guerre tra Goti e Bizantini e martoriata dalle epidemie. Nelle mani dei Longobardi caddero molte città dell’Italia del nord, tra cui Pavia, Verona e Milano. Scelsero Torino per la sua posizione strategica vicina ai grandi valichi di confine con la Francia e si stanziarono anche ad Asti e a Ivrea. A Collegno s ono state trovate due distinte necropoli, una necropoli dei goti e un’altra, molto più estesa, dei Longobardi con le rispettive aree destinate alla sepoltura, tutte risalenti al periodo compreso tra il V e VI secolo. Accanto a una settantina di sepolture del V-VI secolo sono state trovate altre tombe tra cui quella di un cavaliere con un ricco corredo funebre formato da una lancia, una spada con la cintura, uno scudo, due coltelli e uno sperone. Vicino a queste inumazioni è stata individuata una fossa con i resti di un cavallo decapitato. Si tratterebbe di un rituale di cui si è trovata testimonianza in Austria e in Germania con cavalli sacrificati e poi sepolti in fosse accanto a quelle dei loro proprietari. Gli archeologi hanno anche scoperto dei corpi avvolti in una sorta di sudario con le braccia posate sull’addome secondo una prassi di comporre le salme tipica dei cristiani. Le tombe longobarde più antiche, con ricchi gioielli, vesti dorate e cinture con fibbie in bronzo e in ferro, sono ad ampia fossa con pali angolari, sistema già diffuso negli stanziamenti in Pannonia, l’attuale Ungheria da cui i Longobardi sono giunti in Italia. Le sepolture femminili conservano i costumi tradizionali con spille sui nastri delle gonne, fibbie per calze, pendenti di cintura con funzione di amuleti, pettini e vasi.

Filippo Re

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