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DALLA REGIONE PIEMONTE

Politiche giovanili, passa il ddl

di ilTorinese pubblicato domenica 2 settembre 2018

È passato  in giunta regionale il disegno di legge sulle politiche giovanili che ha come obiettivo quello di finanziare le associazioni di under 30, di sostenere la mobilità internazionale, di favorire la partecipazione attiva dei ragazzi piemontesi alla vita democratica del nostro Paese. Adesso approderà in Commissione consiliare. Un passo in più verso l’approvazione e il suo divenire legge. “Già in questi anni ho lavorato per rendere più attivi i centri di aggregazione, in tutto 60, abbiamo assegnato solo lo scorso anno più di 180mila euro di fondi regionali per il loro funzionamento. E nei prossimi mesi apriremo un bando per distribuire nuove risorse”, spiega l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. Per l’attuazione della legge, se dovesse passare al vaglio del Consiglio,  sono previsti quasi 750mila euro nel triennio 2018-2020.

Ma quali sono i punti più salienti di questa norma voluta dall’assessorato, e che dovrebbe sostituire quella ormai obsoleta del 1995? Nel testo si prevede:

1 l’istituzione del registro delle associazioni giovanili. Chi si iscriverà potrà ricevere finanziamenti e ogni altro incentivo regionale previsto dalla presente legge. Se la norma sarà approvata, nel giro di qualche mese, il registro sarà attivo. Qui si potranno iscrivere le associazioni senza scopo di lucro, costituite in prevalenza da ragazzi, che si ispirano a principi di democrazia, uguaglianza, libertà;

2 l’impegno della Regione a favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica del Paese, sostenendo gli enti locali che vogliano promuovere processi di e-democracy, open government e creare le condizioni affinché i giovani siano sempre più coinvolti nei processi decisionali, anche grazie alle nuove tecnologie;

3 l’impegno a promuove lo sviluppo di luoghi d’incontro per i giovani dove sperimentare e realizzare attività educative, artistiche, culturali, sportive, ricreative e interculturali;

4 l’impegno a rendere più facile l’accesso alle informazioni riguardanti il mondo giovanile: i siti degli Informagiovani saranno tutti collegati in rete e al Portale Piemonte Giovani. Qui si troveranno anche i siti delle associazioni giovanili e tutte le informazioni interessanti per il target di utenti.

5 È poi prevista la valorizzazione degli Youth worker, operatori che si occupano di animazione socio-educativa dei ragazzi. La Regione attiverà corsi per formare questi animatori socio educativi, le cui competenze saranno certificate.

6 La nuova norma intende anche favorire la mobilità internazionale. “La Regione promuove, – si legge nel testo – d’intesa con le amministrazioni europee, statali e locali preposte, le attività legate alla mobilità, in ingresso ed in uscita, delle persone giovani mediante le politiche del volontariato e degli scambi in particolare con i Paesi dell’Unione europea e con quelli dell’area del Mediterraneo, nonché su tutto il territorio regionale e nazionale, nei settori dell’istruzione, della formazione e della cittadinanza attiva”.

7 Sarà infine istituito presso la Presidenza del Consiglio regionale il Forum regionale giovani quale organismo stabile di riferimento, confronto e discussione tra le giovani generazioni, la Regione e gli enti locali.  

“In questi anni vi è stata, da parte delle istituzioni, minor attenzione alle politiche giovanili rispetto al passato. Di queste si è parlato solo in relazione al problema della disoccupazione, considerando secondario investire in politiche di cittadinanza attiva. Noi crediamo, invece, che sia importante farlo. Vogliamo puntare sui giovani, sono loro il nostro futuro. Con questo disegno di legge vogliamo prevenire atti di vandalismo e di noia, come quelli a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi. A partire dal lancio di uova contro i cittadini di Moncalieri fino alle panchine distrutte a Villar Perosa”, commenta l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. La Regione stessa ha coinvolto i giovani, nell’iter formativo del disegno di legge, raccogliendo durante un ciclo di incontri, i loro suggerimenti.

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