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Ulisse si salvò chiamandosi Nessuno

“1.23 a.m.”

di ilTorinese pubblicato giovedì 29 giugno 2017
Le poesie di Alessia Savoini
Bilaterale istante,
a passo sbieco,
dimeno
in procinto di nascere ancora
il pellegrino sguardo
Del mio corpo eterico
Chiuso in un corpo a correre ancora.
S’infila nel petto quando qualcosa s’infrange
Graffia il volto dagli occhi se qualcosa finisce
Risuona nell’eco di un ricordo sbiadito
Poi scompare di nuovo
In un sole che sorge.