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UNO DEI MIGLIORI ALBUM DI TUTTI I TEMPI

Pink Floyd, il lato oscuro della luna

di ilTorinese pubblicato martedì 17 febbraio 2015

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The Dark Side of the Moon”, ottavo album in studio dei Pink Floyd, nacque dopo numerose sperimentazioni musicali che Waters e compagni studiarono durante i loro live o registrazio­ni

 

Ci incontreremo sul lato oscuro della luna” (I’ll see you on the dark side of the moon). Con questa promessa, quattro decenni fa (era il marzo del 1973) i Pink Floyd pubblicavano “The dark side of the moon”, disco storico del rock che portò al gruppo bri­tannico una (meritata) fama che continua a resistere nonostante il passare degli anni e delle generazioni. Il gruppo, formatosi a Londra nel 1965, dal cantante e chi­tarrista “Syd” Barrett, dal bassista Roger Waters, dal batterista “Nick” Mason e dal tastierista Richard Wright. (ai quali si ag­giunse, due anni dopo, il chitarrista David Gilmour che in bre­ve sostituì Barrett, genio sregolato che s’emarginò dal gruppo a causa del pesante uso di droghe che lo portò all’alienazione), riscrisse le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia. Presentatosi con un titolo intrigante e una copertina con un’im­magine molto semplice, minimalista ma ricca di significati (un prisma triangolare rifrangente un raggio di luce sul fronte), fa­mosa, si è fissato nell’immaginario collettivo come la celebre bocca con la lingua dei Rolling Stones.

 

The Dark Side of the Moon”, ottavo album in studio dei Pink Floyd, nacque dopo numerose sperimentazioni musicali che Waters e compagni studiarono durante i loro live o registrazio­ni, ma senza le lunghe parti strumentali che erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l’abbandono nel 1968 di Syd Barrett. L’album prima di essere pubblicato e registrato in studio venne eseguito in tourneè, in modo che potessero perfezionare le musiche, come nel caso di “Time”, in origine decisamente più lenta che nella versione poi pubblicata. Venne suonato per la prima volta il 17 Febbraio 1972 al Rainbow Theatre di Londra. Il concerto venne ripetuto quattro volte, fino al 20 Febbraio, e vi assistettero circa 12 mila persone. Nell’occasione venne registrato anche un bootleg Pink Floyd Live, di cui furono vendute la bellezza di 120 mila copie, credendo che fosse il nuovo album del gruppo.

 

The Dark Side of the Moon” fu un successo immediato e duraturo nel tempo: nel marzo 2013 ha toccato le 1050 settimane nella classifica US Top Catalog, con 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo. I testi furono scritti da Toger Waters, mentre il batterista Nick Mason ricevette un premio speciale come compositore solista di “Speak to Me” e  Alan Parsons si guadagnò un Grammy Award per il miglior album prodotto, come tecnico del suono, del 1973. Brani come “Money”, “Time” e “Us and Them”sono conosciuti ovunque. Questo disco ha affascinato e continuerà ad affascina­re diverse generazioni perché, come le più grandi opere d’arte, si fa portatore di temi universali. Parla della società, dell’uomo, del suo lato luminoso e di quello oscuro. Affronta i temi del conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo (straordinario il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in “Time”) e quello dell’alienazione mentale, ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett. Oltre al suo successo commerciale, “The Dark Side of the Moon” è spesso considerato uno dei migliori album di tutti i tempi.

 

Marco Travaglini