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Il libro di Niccolò Branca

Quando per fare un manager ci vuole un fiore

di ilTorinese pubblicato lunedì 26 ottobre 2015

branca1branca3L’autore, come ci spiega, non si è fermato alla “normale” gestione di una azienda ma ha iniziato ad indagare le origini del progetto della Fratelli Branca Distillerie. Una azienda che proprio quest’anno compie 170 anni.Niccolò Branca è anche un uomo dagli ampi orizzonti culturali e spirituali. Colpisce l’elenco degli autori di testi , che ha letto e che ringrazia all’inizio del libro, da cui ha tratto ispirazione, stimoli per la ricerca spirituale e scientifica , approfondimenti ed insegnamenti. E la svolta della sua vita arriva quando, negli anni novanta , apprende in Oriente la meditazione

 

Improvvisamente in libreria scopri un libro che ti attira. Lo prendi in mano, leggi la presentazione. Lo sfogli, decidi che ti interessa e lo compri. Poi un giorno hai anche la fortuna di conoscere personalmente l’autore. E’ quello che è successo a me. Il libro si fa leggere perché è scritto in modo chiaro e racconta il cambiamento personale di Niccolò Branca e dell’azienda di famiglia ed è ricco di aneddoti e spunti di riflessione. Niccolò Branca è un imprenditore ed è il pronipote del fondatore della Branca, l’azienda produttrice del famoso Fernet e di altri liquori come Brancamenta e Stravecchio. Dal 1999 è il presidente e amministratore delegato del Gruppo Branca International.

 

E come ci spiega non si è fermato alla “normale” gestione di una azienda ma ha iniziato ad indagare le origini del progetto della Fratelli Branca Distillerie. Una azienda che proprio quest’anno compie 170 anni.Niccolò Branca è anche un uomo dagli ampi orizzonti culturali e spirituali. Colpisce l’elenco degli autori di testi , che ha letto e che ringrazia all’inizio del libro, da cui ha tratto ispirazione, stimoli per la ricerca spirituale e scientifica , approfondimenti ed insegnamenti. E la svolta della sua vita arriva quando, negli anni novanta , apprende in Oriente la meditazione. Da allora pratica la meditazione ogni giorno e gli ha consentito di sviluppare l’autocoscienza e la consapevolezza nell’agire quotidiano.

 

Ha organizzato l’azienda come un organismo vivente, dove tutti i componenti sono parte del progetto imprenditoriale e dove l’informazione circola. Per Niccolò Branca l’utile è naturalmente un obiettivo da raggiungere ma oltre a remunerare l’imprenditore stesso ed il personale che partecipa al processo produttivo deve essere anche destinato alla comunità di cui l’azienda fa parte. Ed il manager ideale è una persona “con la luce negli occhi” così come ogni collaboratore. L’illuminazione che arriva dal silenzio interiore gli permette di agire senza avidità e di essere consapevole che le persone che collaborano con lui devono essere prese dal verso giusto: oltre ad esigere giustamente responsabilità per il lavoro che svolgono sono invitate ad andare oltre con la creatività e con il talento che hanno: insomma una visione lungimirante che tende a creare un’energia collettiva che muove le parti in armonia tra loro perché anche l’azienda ha un’anima.

 

Con l’espressione ” economia della consapevolezza” Branca intende la concreta applicazione di un modello che prima di essere divulgato è stato sperimentato con successo nelle Distillerie Branca con buoni risultati per il business (per approfondimenti visitate il suo blog: www.niccolobranca.it). Il libro racconta le diverse sfide imprenditoriali che Niccolò Branca ha dovuto affrontare, in particolare in Argentina e negli Stati Uniti e cosi le prove che la vita gli ha messo davanti anche con durezza inaspettata.

 

Un libro che fa bene al cuore ed alla mente.

Franco Maria Botta

 

  “Per fare un manager ci vuole un fiore” Come la meditazione ha cambiato me e l’azienda (Mondadori)