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LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

“Furchì aveva un complice il giorno dell’agguato a Musy”

di ilTorinese pubblicato sabato 4 aprile 2015

furchi

“Si può combattere contro qualunque nemico tranne che contro il pregiudizio”, così replica attraverso l’Ansa  Giancarlo Pittelli, uno dei legali di Furchì

 

Non è verosimile, secondo gli investigatori, che Francesco Furchì, in carcere per la condanna all’ergastolo per l’uccisione del consigliere comunale torinese Alberto Musy, abbia agito da solo.  Lo spiegano le motivazioni della sentenza, in cui i giudici, dicono che sia “assai verosimile” la partecipazione all’agguato di un complice con la funzione di avvisare  l’attentatore degli spostamenti della vittima. “Si può combattere contro qualunque nemico tranne che contro il pregiudizio”, così replica attraverso l’Ansa  Giancarlo Pittelli, uno dei legali di Furchì.