Home » CULTURA E SPETTACOLI » Pensionati Cisl: anche la cultura è speranza per il futuro
FNP PENSIONATI CISL

Pensionati Cisl: anche la cultura è speranza per il futuro

di ilTorinese pubblicato martedì 2 dicembre 2014

cerrina

“Presente e futuro da Cerrina a Moncalvo tra realismo e speranza”

 

Nei giorni scorsi si è svolto a Cerrina, comune a cavallo tra Monferrato e Torinese,  un interessante convegno della FNP PENSIONATI CISL di Alessandria – Asti e del coordinamento donne alla presenza di un numeroso pubblico che ha apprezzato la competenza e la disponibilità dei relatori che, ognuno nel proprio ruolo, ha interpretato il tema “Presente e futuro da Cerrina a Moncalvo tra realismo e speranza”.

 

Si sono alternati, moderatore Aldo Mario D’Emiliano segretario pensionati Cisl di Casale Monferrato, Piera Buso segretaria pensionati Cisl di Moncalvo, Maria Rita Mottola presidente di A.L.E.R.A.M.O. onlus, Cristiano Montagnini segretario FISASCAT CISL di Alessandria- Asti, Daniele Malucelli segretario provinciale pensionati Cisl di Alessandria- Asti e Roberto Zatti pensionati Cisl recapito di Cerrina.

 

Presente anche Giuliana Romano Bussola che ha inserito una parte culturale dedicata alla storia e all’arte della Valle Cerrina, splendido territorio che segue il percorso del torrente Stura da Cavagnolo a Pontestura alternando pianura a collina, boschi a vigneti ma anche ricco di opere artistiche e di storia millenaria che ha visto la presenza di Liguri, Goti, Longobardi, Franchi, Romani e gli splendori sotto il Marchesato del Monferrato, Il Ducato di Casale e Mantova e la Corte Sabauda.

 

La relatrice ha sottolineato come il territorio meriti di essere maggiormente conosciuto in modo da essere inserito in percorsi turistici maggiori in vista dei risvolti economici e sociali che ne possono derivare.Le sorprese sono tante, dai castelli alle chiese, dal paesaggio alle opere d’arte di grandi artisti: basti ricordare i capolavori che si trovano al Sacro Monte di Crea seguendo il percorso delle ventitre cappelle dove hanno lasciato testimonianza i Wespin, Bistolfi, Il Moncalvo, Alberini.

 

A ricordare come Umanesimo e Rinascimento abbiano lasciato traccia all’interno della basilica, le opere di Macrino d’Alba,autore dei ritrattini a tempera raffiguranti Anna D’Alençon e di Guglielmo IX oltre alla pala d’altare con Madonna Bambino e Santi che rivelano come l’artista abbia fatto tesoro delle sollecitazioni di Leonardo e Perugino con una purezza formale tale da far parlare di “Stile Paleologo astratto”. Sempre all’interno del santuario la cappella di Santa Margherita, commissionata dai Paleologi, dimostra come questo casato, in particolare Guglielmo VIII,fosse colto e dedito al mecenatismo.

 

Esaminando gli innumerevoli castelli la relatrice si è soffermata sugli affreschi trecenteschi della cappella del castello di Montiglio dove la storia di Cristo viene presentata in modo ancora un po’ elementare, ma già distaccato dalla ” Biblia pauperum”, per gli accenni all’espressività che denota il comparire del sentimento che Giotto, all’inizio del secolo, aveva portato con vitale rinnovamento della pittura, accolti dal maestro di Montiglio.

 

Infine le tante chiese ideate da architetti piemontesi: Sant’Eusebio di Varengo del Magnocavalli che s’ispirò a Vitruvio e Palladio unendo dilatazioni chiaroscurali guariniane a eleganze juvarriane amalgamando classicismo, barocco, barocchetto.Singolare San Luigi di Corteranzo del torinese Vittone nipote dell’architetto Plantery che partecipò al rinnovamento urbanistico di Torino, affine alla cappella del Vallinotto per la copertura a tre gusci sovrapposti unendo al classicismo settecentesco lo spirito capriccioso e teatrale del tanto amato Borromini. Da tutti i relatori è stata asserita l’importanza della cultura come ancora di salvezza in questo periodo travagliato.