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Giovedì 16 in scena a Torino

Peñarol, il Piemonte d’Uruguay alla Cascina Roccafranca

di ilTorinese pubblicato mercoledì 15 giugno 2016

penarolDomani sera, 16 giugno, alle 21.15, presso la Cascina Roccafranca, in Via Rubino 45 a Torino,Assemblea Teatro porta in scena  “Peñarol -Il Piemonte d’Uruguay / storie di calcio e di emigrazione”di Renzo Sicco e Darwin Pastorin. sul palco, con la regia di Renzo sicco, ci saranno Giovanni Boni, Roberta Fornier e Stefano Cavanna.La scelta di rappresentare Peñarol a Cascina Roccafranca non è casuale: la Cascina è centro culturale dove si fa molta attenzione a valori significativi quali la partecipazione e l’accoglienza. Proprio di accoglienza, di emigrazione e di attenzione verso “l’altro” parla lo spettacolo Peñarol. Il nome Peñarol lo ha dato Giovan Battista Crosa a un piccolo “pueblo” nella sconfinata terra sudamericana. Giuanèn per gli amici, è stato un emigrante, partito nel 1790 per il Nuovo Mondo. Peñarol è cresciuta e oggi è un “barrio”, un quartiere di Montevideo, la capitale d’Uruguay. 3 milioni di abitanti, il 50% di sangue italiano! L’idea è quella di raccontare attraverso il calcio un passato, non poi così lontano, in cui erano appunto i piemontesi ed in particolar modo gli abitanti di Pinerolo e delle Valli circostanti, a muoversi verso Genova, a imbarcarsi, spesso senza conoscere dove sarebbero sbarcati né se sarebbero arrivati nelle “meriche”. Lo spettacolo presenta due avventori, un ragazzo e un signore un poco attempato, una cameriera che si intromette nel “discorso da bar” per eccellenza, il gioco del pallone. Il testo dello spettacolo è stato scritto da un giornalista sportivo di fama nazionale, Darwin Pastorin. Nato in Brasile, italiano a tutti gli effetti, ha seguito eventi memorabili del calcio sudamericano e per oltre 30 anni ha raccontato il calcio italiano. A lui, che per l’occasione sarà presente alla Roccafranca, il compito di portarci all’Estadio Campeon del Siglo, di farci “viaggiare”, facendoci amare ora l’una ora l’altra squadra, in uno spettacolo che attraverso la memoria può indicarci un futuro comune.

Marco Travaglini