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VERSO IL VOTO

Pd, dev’essere sempre di piu’ di centro sinistra

di ilTorinese pubblicato sabato 23 aprile 2016

Una forte unita’ del partito e’ un dato sempre piu’ importante se non si vuole spingere segmenti sociali e fasce di elettori verso i lidi dell’astensione o della sinistra piu’ radicale o del movimento 5 stelle

chiampa renzi

Al di la’ delle singole valutazioni, e’ indubbio che il risultato delle prossime elezioni amministrative influenzera’ pesantemente l’evoluzione della politica italiana. A cominciare dal futuro del Partito democratico, il principale partito italiano e perno dello schieramento di quel che resta del centro sinistra. E, al riguardo, la possibile – o meno – revisione della legge elettorale varata l’anno scorso. Certo, oggi quel testo non si cambia. Ma e’ indubbio che tutto cio’ e’ legato anche e soprattutto all’esito del voto di giugno. Soprattutto l’esito nelle grandi citta’, da Roma a Napoli, da Milano a Torino. Ora, e’ cosa nota che al centro della contesa sulla legge elettorale varata l’anno scorso non c’e’ tanto il tasso di “porcellum” presente nell’Italicum: dalla designazione centralistica dei 2/3 dei futuri deputati attraverso l’indicazione romana dei capilista alla possibilita’ delle pluricandidature. Il vero nodo politico e’ rappresentato dal premio di maggioranza: o al partito o alla coalizione. Attualmente nell’Italicum e’ previsto per il partito ma e’ indubbio che un esito non esaltante della prossima tornata amministrativa rimetterebbe in discussione l’intero impianto. Ma, senza ipotecare alcuna sconfitta per i candidati a Sindaco del Pd nelle grandi citta’ che andranno al voto – smentendo, quindi, i vari sondaggi che sino ad oggi forniscono risultati non particolarmente tranquillizzanti – e’ indubbio che se la legge elettorale non sara’ piu’ modificata almeno per il Pd si pone un problema di fondo. E cioe’, per poter raggiungere il quorum del 40 per cento al primo turno, o al ballottaggio senza poter fare apparentamenti come e’ previsto dalla legge, e’ indispensabile e necessario che il Pd sia fino in fondo e sempre di piu’ un partito di centro sinistra. E per poter centrare questo obiettivo e’, di conseguenza, altresi’ necessario coltivare una forte, convinta e consapevole unita’ politica dell’intero partito. Insomma, il profilo politico del partito e l’unita’ politica del partito sono 2 elementi strettamente intrecciati tra di loro. A prescindere dal dibattito congressuale e da come si contendera’ la leadership di Renzi alla segreteria nazionale del partito. Ma, se si vuole confermare e consolidare la cifra politica del Pd come partito di centro sinistra, e’ indubbio che non si puo’ rinunciare agli elementi fondativi e fondanti dell’esperienza del Pd stesso. E cioe’, un partito plurale, democratico al suo interno, autenticamente riformista e con una vera cultura di governo. Oltre, come ovvio, ad essere alternativo al centro destra e a tutte le forme populiste che si manifestano in modo trasversale. Elementi strettamente legati l’un con l’altro e che richiedono un partito che non smentisca, nelle parole come nei fatti, la sua natura e il suo profilo di centro sinistra. E una forte unita’ del partito e’ un dato sempre piu’ importante se non si vuole spingere segmenti sociali e fasce di elettori verso i lidi dell’astensione o della sinistra piu’ radicale o del movimento 5 stelle. Segmenti sociali e fasce di elettori che sarebbero difficilmente rimpiazzati con settori di centro destra o, peggio ancora, dai movimenti populisti. Questa, credo, e’ la vera sfida politica dopo il risultato dei prossimi appuntamenti elettorali. E per il Pd, il principale partito italiano appunto, la necessita’ di confermare nei fatti e sempre di piu’ la sua natura e il suo profilo di partito di centro sinistra.

Giorgio Merlo

(Foto: il Torinese)