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La categoria giornalistica appare sempre meno adeguata al suo compito primario che è quello di informare e non di sentenziare o di stravolgere la verità

Papa Francesco, Scalfari e la crisi dell’informazione

di ilTorinese pubblicato sabato 31 marzo 2018

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

 

La “Repubblica “ha pubblicato un’intervista a Papa Francesco a firma di Eugenio Scalfari, il vegliardo fondatore ricevuto per la quinta volta, in occasione della Pasqua, dal Pontefice che è molto attento verso i giovani ed altrettanto caritatevole verso gli anziani. Il Papa del laicismo italiano ricevuto dal Papa dei cattolici è già di per sè una notizia. L’Ufficio stampa vaticano ha smentito che si trattasse di un’intervista e ha smentito i virgolettati del Papa scritti da Scalfari.


E’ la solita vecchia, vecchissima minestra giornalistica, quella di attribuire con le virgolette
una conversazione informale, spesso e volentieri deformandola, con la scusa di sintetizzarla. Uno dei vizi più inaccettabili del giornalismo in generale e di quello di “Repubblica” in particolare. Una delle cause che portano i lettori a dileguarsi, non trovando più attendibile il loro giornale.”Repubblica” è in caduta libera.I lettori l’hanno abbandonata anche perché si trattò nei periodi d’oro di un quotidiano-partito da sventolare come una bandiera di appartenenza. La direzione di Calabresi ha ancora peggiorato la situazione fino a renderla drammatica.
La gente non legge più la carta stampata e soprattutto certi giornali. La categoria giornalistica appare sempre meno adeguata al suo compito primario che è quello di informare e non di sentenziare o di stravolgere la verità. Anche i giornalisti televisivi non sono molto meglio. Basta ascoltare” La 7″ che invita sempre gli stessi ,per rendersi conto della povertà assoluta che caratterizza il giornalismo italiano,a partire dal suo patriarca ultra- novantenne. Non sono tanto le nuove tecnologie a mettere in crisi il giornalismo,ma la non credibilità di chi scrive. Morto Montanelli non c’è più stato un giornalista del suo livello e i giovani rampanti che si esibiscono in televisione rivelano una supponenza pari  alla loro impreparazione e alla banalità del loro modo di esprimersi. In fondo, potremmo dire, la scuola di Scalfari sta esprimendo ciò che ha creato in questi decenni. Lo scrupolo per la notizia e per la verifica della notizia sono diventati un optional.Anche le parole del Papa sono riportate in modo approssimativo. Ma neppure questa è una notizia perché il Patriarca, ormai, è abituato ad esternazioni televisive che potremmo definire divertenti, per non considerarle leggermente penose.

 

 

scrivere a quaglieni@gmail.com

(foto: il Torinese)

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